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Da qualche parte al terzo piano nel quartiere Jordaan di Amsterdam, in un angolo dell’appartamento, accanto alla lavatrice è appesa una tenda marroncina. Dietro, un vero e proprio pub che misura 2,5 metri per 2,5 metri.

Assi di legno marrone sopra il laminato, un armadio a muro dei tempi della nonna pieno di bicchieri di birra, un bersaglio per le freccette, soprammobili, un frigorifero anch’esso marrone e una libreria sostenuta da due teste di elefante dorate, come riporta AD.

I due coinquilini ventisettenni Max Wijbrandts e James Snoerwang sentivano proprio la mancanza del loro pub preferito e così hanno pensato di costruirsene uno. Il caffè è aperto da poco meno di un mese. Gli innovatori digitali Wijbrandts e Snoerwang, che lavorano in una start-up per (non) tisane, sono dei “fanatici del bruin cafè” e non riuscivano più a resistere.

Avevano un angolo dell’appartamento occupato solo da un vecchio armadio e una bicicletta e hanno utilizzato solo cose “vecchie, usate e graziose”. Due giorni di lavori e cinque settimane di perlustrazione su Marktplaats alla ricerca del materiale.

Nel bar di casa Van Dissel (ribattezzato Jaap van Dissel come il celebre virologo) vigono regole severe. Non passare troppo tempo al telefono e il cappotto deve essere appeso all’appendiabiti.

Vengono servite solo salsicce di manzo, arachidi salate, formaggio stagionato e decisamente nessun cocktail o altre modernità. Solo birra, anche se un gin o un Berenburg è passabile.

La prima visita è gratuita, per la seconda è richiesto un piccolo sostegno che rende il bruin café ancora più “bruin”. L’inaugurazione è stata un grande successo. Snoerwang ha detto: “I suoni da pub si possono trovare online. E poi il sipario si è aperto. Hai presente la pubblicità della Heineken con la cabina frigo?”. In generale, il pub è aperto tutti i giorni fino al coprifuoco. Ecco perché iniziano verso le cinque, sei. Tutti si attengono strettamente alle regole dettate dal covid: ci si può accomodare massimo in quattro.