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NOS e altri media hanno pubblicato un’inquietante storia a proposito delle condizioni di lavoro presso il mattatoio Van Rooi Meat di Helmond circa l’allarme Covid: i dipendenti sarebbero stati costretti dalla direzione a mentire sul loro stato di salute, per evitare licenziamenti. 

Stando ai dipendenti sentiti dall’emittente, alcuni dirigenti hanno istruito lo staff a mentire, dicendo loro di barrare ‘no’ sul modulo-corona che quotidianamente il personale deve consegnare al datore per registrare il suo stato di salute anche se avesse avuto sintomi. Alla pubblicazione del servizio, il GGD locale ha annunciato che controlli casuali presso l’azienda scatteranno dalla prossima settimana.

Un dipendente polacco avrebbe detto a NOS che la pratica di non denunciare il reale stato di salute, non è una novità con il Covid: chi è malato rischia di perdere il posto. Un altro lavoratore ha detto di aver avuto sintomi del  Covid: “Ho ottenuto un aumento e ho dovuto continuare a lavorare”, ma niente malattia, ha detto invece un romeno.

“Per quanto ne sappia, non è successo. E se ne venissimo a conoscenza di episodi simili, prenderemmo provvedimenti. Abbiamo un solo interesse ed è quello di mantenere la fabbrica libera da corona”, ha detto all’emittente pubblica Marc Van Rooi, proprietario dell’azienda, la seconda più importante d’Olanda per il taglio della carne.

Ma un precedente non depone a favore della compagnia: “alla fine di maggio, la società ha dovuto chiudere per due settimane quando gran parte del personale è stato contagiato dal virus”. Ha scoprirlo è stato il GGD locale, testando dei lavoratori. Tuttavia, la Van Rooi ha manipolato i risultati tenendo a casa i lavoratori migranti che vivevano in alloggi condivisi, così, qualora fossero risultati positivi l’azienda, non avrebbe avuto l’obbligo di organizzare loro la quarantena.

Un certo numero di dipendenti parla di una riunione in cui è stato chiesto loro di mentire: “C’è stato un incontro in mensa, ci hanno detto di compilare il modulo con ” no, no, no “. Il manager, un olandese, ha dato istruzioni al supervisor in inglese, ha detto uno di loro ad NOS. Inoltre, avrebbero dovuto firmare moduli in una lingua che non comprendevano: terminati quelli in polacco, ne sarebbero stati consegnati altri “a caso”.