La documentazione recentemente pubblicata, mette in luce come alcuni dipendenti pubblici temessero lo scatenarsi di un malcontento generale nei giorni seguenti il disastro aereo dell’MH17, il volo della Malesian Airlaine abbattuto lo scorso luglio 2014.

L’emittente NOS chiarisce come, dopo il monitoraggio della reazione dei social media alla caduta del volo in questione -che ha causato la morte di 298 persone- gli ufficiali temessero che  la gravità dei fatti e l’impotenza nel controllare le conseguenze potessero generare veri e propri disordini sociali.

L’irritazione delle persone veniva ricondotta all’impossibilità da parte del personale preposto di avere accesso all’area colpita, nella quale risiedevano i corpi di 196 olandesi, dopo che l’areo fu abbattutto da un missile nei cieli dell’Ucraina. I documenti relativi all’incidente sono stati resi pubblici dopo la sentenza della Corte seguita dalla richiesta di trasparenza sulla base del “Freedom of Information Act” da parte del quotidiano Volkskrant e delle emittenti NOS e RTL Niews. Ad ogni modo, come segnalato dalla stessa Nos, alcuni report sono ad oggi ancora secretati

All’inizio della settimana avevamo messo in luce come i parenti delle vittime stiano facendo pressione sull’UE perchè vengano rese pubbliche informazioni più dettagliate sull’accaduto. Al momento nessuna autorità è riuscita ancora a fare chiarezza.