Le discussioni governative sul Covid si fanno più accese: ministri e funzionari più coinvolti si ritroveranno questo pomeriggio al Catshuis, residenza ufficiale del primo ministro Rutte a l’Aia, scrive NOS. Stando al portale della tv pubblica, le discussioni si sono fatte più accese e complesse che in primavera. Come mai ? E quali saranno le conseguenze?

Rutte non avrebbe apprezzato il malcontento che alcuni colleghi dell’esecutivo hanno espresso in forma anonima alla stampa: da litigi nell’esecutivo ad una sorta di “resa dei conti” tra Rutte e De Jonge, Telegraaf, AD e RTL avrebbero descritto una situazione molto tesa.

Il problema, avrebbe ammesso il premier, è che la coalizione ha avuto sempre una certa difficoltà nel trovare una sintesi: molte le componenti, e ideologicamente troppo lontane, con interessi e gruppi di riferimento troppo distanti tra di loro.

Eppure ora c’è di più che accese discussioni per arrivare a una migliore politica Covid, sottolinea il giornalista di NOS Ron Fresen: a differenza della prima ondata, il governo ora sta lottando con diverse problematiche.

Intanto, spiega NOS, i tre ministri responsabili per il corona Rutte, De Jonge e Tamara van Ark sono criticati da altri ministri per non aver approfittato dei mesi estivi per preparare la seconda ondata.  “I test rapidi avrebbero potuto essere effettuati anche molto prima”, denunciano molti nell’esecutivo, ricordando che se la politica dei test fosse stata in ordine, certamente ne avrebbe beneficiato anche l’economia.

La “protesta interna” sarebbe guidata dal “trio ministeriale delle W”: Wopke Hoekstra delle finanze, Eric Wiebes degli affari economici e Wouter Koolmees degli affari sociali, dice NOS.

La situazione, durante i meeting al Cathuis sarebbe di spaccatura totale: i ministri “sociali” vogliono misure più rigide e subito. Quelli economici vogliono più allentamenti, e il prima possibile. I dati, insomma, vengono letti su base politica, dove ognuno difende il suo fronte.

Il I novembre, racconta NOS, sarebbe stato un vero duello: i “camici bianchi” avrebbero voluto il coprifuoco e la chiusura di negozi e scuole. I ministri delle tre W e il ministro della Giustizia Grapperhaus hanno fatto ostruzione: non se ne parla.

Il problema della “mezza chiusura” è che di un compromesso si è trattato, che ha scontentato tutti e non ha fatto molto per ridurre i contagi.

NOS dice ancora che il CDA, i cristiano democratici, sono un ulteriore fattore di divisione: Hugo De Jonge è da poco leader ma non tutti i ministri cristiano democratici riconoscono, ancora, la sua autorità. Per questo, il gruppo ministeriale è diviso in fazioni che non sempre cooperano. Ad esempio, De Jonge ha annunciato che l’horeca riaprirà -probabilmente- a metà dicembre. Altri ministri, alla stampa, hanno spiegato che non è stato ancora deciso nulla.

La partita Covid governativa, poi, è giocata solo da VVD e CDA, spiega ancora NOS: il D66, ad esempio, rimane in silenzio. Rutte, in questo frangente, sta lavorando più del solito come mediatore di interessi lontanissimi.