Marilea, 26 anni, si è laureata un anno fa in Relazioni internazionali a Roma. Parla italiano, francese, inglese, un po’ di spagnolo e ha studiato giapponese per due anni. Inizia cosi il pezzo a firma di Mustafa Marghadi, corrispondente dall’Italia di NOS.

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“Marilea non lavora, come accade ad un terzo degli italiani di età compresa tra i 18 ei 35 anni. “Chiedono esperienza di lavoro quando mando un'”application”, ma non hai tempo per acquisire esperienza durante gli studi, e come puoi acquisire esperienza se non lavori?”

Marilea è impegnata con uno stage presso il comune di Roma. “L’unica garanzia che ho ricevuto è che non c’è possibilità di impiego dopo lo stage.” Una storia che gli italiani conoscono a memoria e che da un po’ di tempo a questa parte si è fatta strada anche nello spazio mediatico degli altri paesi d’Europa.

La ragazza dice a NOS che se ne andrà dall’Italia, come tanti altri; probabilmente in Olanda. L’esodo di italiani giovani e istruiti è iniziato con la crisi. Ogni anno partono in circa 100.000 e secondo l’Italian Migration Foundation, il gruppo di millennials che parte sta diventando sempre più grande.

Non è un caso che negli ultimi anni il numero di italiani in Olanda sia aumentato in maniera esponenziale, prosegue NOS. Prima dell’inizio della crisi erano 1600 gli italiani che ogni anno si trasferivano in Olanda. L’anno scorso sono stati non meno di 6500. Tra questi molti giovani, in cerca di un lavoro.

Questa fuga di cervelli fa male alla società italiana, ma i cacciatori di teste si sfregano le  mani. “Le cose stanno andando molto bene”, dice Pietro Valdes. È direttore della filiale italiana della società di recruiting globale Badenoch & Clark. “L’anno scorso abbiamo registrato una crescita del venti percento, quindi possiamo dire che sta andando bene per noi.”

Valdes nota che molte aziende olandesi sono interessate ai millennial italiani. Poiché i giovani vedono poche opportunità nel proprio paese e sono pronti a lavorare duramente per mettersi alla prova altrove. Sono ambiziosi, danno il massimo e costano poco. I giovani italiani sono già felici quando ricevono lo stipendio iniziale, il doppio di quello italiano ma in realtà perfettamente normale per un laureato olandese. Una situazione vantaggiosa per tutti.

Stando al “cacciatore di teste”, prosegue NOS, le aziende olandesi sono interessate ai ‘tecnici’: “Tecnologia, IT e finanza: in queste tre cose gli italiani sono bravi e le compagnie olandesi esultano”.

il pezzo è stato editato il 21/12/2018