“Come la ‘lobby dei vaccini’ che fa capo a Gommers aveva già fatto riflettere De Jonge alla vigilia di Natale”, dice NOS, in un pezzo che spiega la decisione del governo di cambiare rotta sull’ordine di vaccinazione e sui tempi di avvio.

Come annunciato, informalmente, in giornata, l’Olanda partirà a breve con 30mila operatori sanitari, invece delle categorie a rischio, e già -probabilmente- alla fine della prossima settimana, con qualche giorno di anticipo.

Nell’ultima settimana e mezza, gli ospedali hanno esercitato una pressione crescente sul governo: Diederik Gommers, presidente dell’Associazione olandese per la terapia intensiva, inizia a lanciare l’allarme per l’elevata pressione di malati negli ospedali e soprattutto per il numero di sanitari a casa con il Covid“Sappiamo che i numeri aumenteranno e non possiamo davvero perdere nessuno nelle prossime settimane”, ha detto Gommers al programma Nieuwsuur.

Prima della vigilia, De Jonge aveva già fatto capire che il governo stava riconsiderando la road-map. Lunedì 28 dicembre, dice ancora NOS, la ministra Tamara van Ark (Assistenza medica) e rappresentanti del settore assistenziale si sono incontrati. Questi ultimi hanno espresso la loro preoccupazione e rinnovato la richiesta di avviare le vaccinazioni in fretta.

Mercoledì 30 dicembre, Gommers e Ernst Kuipers, presidente della Rete terapie acute, lanciano un altro appello pubblico: “Noi ospedali abbiamo l’opportunità di immagazzinare e distribuire adeguatamente quei vaccini. Vorrei chiedere che una decisione venga inviata rapidamente agli ospedali in modo che quegli ospedali possano farlo correttamente”. De Jonge risponde, semplicemente, che non si può iniziare in anticipo.

Il 31 dicembre, il presidente dell’Associazione olandese degli ospedali (NVZ) invia al parlamento una lettera dove sollecita il governo a far partire subito il programma di vaccinazioni. Nella lettera si fa presente che gli ospedali sono già  “oltre il limite della capacità disponibile per la fornitura di cure necessarie”. E sottolinea che un’emergenza è imminente.

Sabato 2 gennaio, il ministro De Jonge annuncia che 30.000 dipendenti in terapia intensiva saranno i primi a essere vaccinati, dice NOS.

“È un piccolo passaggio laterale sulla strada principale”, afferma De Jonge.