The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

Noordzee: tra ricchezza e rovina, il valore delle “acque” in Olanda

La lotta alle acque da parte del popolo che vive fino a 4m sotto il livello del mare



di Francesca Spanò

© Valerio Nicolosi

In questa regione, per due volte nell’arco delle ventiquattro ore, l’Oceano, con uno spostamento gigantesco, si spande e si riversa per un immenso tratto, coprendo l’oggetto di un’insolubile questione posta dalla natura, giacché è incerto se questa sia parte della terra o del mare. Qui le misere popolazioni occupano i rilievi o dei rialti costruiti con le loro mani, capaci di resistere alla più alta marea.

L’immagine, immortalata nel XVI libro della Naturalis Historia di Plinio il vecchio, annuncia, gia nel I secolo d.C., il preludio di quella che per gli olandesi, secoli dopo, sarebbe diventata una dura battaglia: quella con il mare.

Proprio mentre Amsterdam celebra l’importanza del Mediterraneo come crogiolato di popoli e civiltà con una mostra dedicata, viene da chiedersi quale sia il rapporto tra gli olandesi e il loro mare, il Norder Zee. E, soprattutto, viene da chiedersi da dove derivi quel motto (ormai diventato celebre) che cita: “Dio ha creato il mondo, gli olandesi hanno creato l’Olanda”. Peccano di hybris, potrebbero dire con orgoglio i classicisti. Eppure, a guardar bene, dietro tanta tracotanza si celano secoli di alluvioni, bonifiche, opere ingegneristiche, migrazioni e conquiste, che hanno fatto dell’acqua il motore dell’economia del paese che sta fino a 4m sotto il livello del mare.

La storia è antica: duemila anni fa il mare era riuscito a sfondare le difese naturali dei Paesi Bassi (spiagge e dune), creando delle pianure alluvionali a Nord del paese. I primi popoli stanziali, che si insediarono nella regione a partire dal VI secolo a.C, costruirono le proprie abitazioni su colline, che periodicamente abbandonavanoo data l’incostanza del livello delle acque.

La situazione rimase immutata circa fino al 700, quando, attorno ai monasteri, sorsero le prime dighe (dam). Della grandezza di appena 1,5m e fatte di legno, segnavano il tracciato delle mura difensive e a sancivano la nascita dei primi villaggi: Amsterdam, “diga sull’Amstel” e Rotterdam “diga sul Rotte”, sono due esempi.

Dopo secoli di tentativi, spesso falliti a causa del continuo cedimento del terreno e delle frequenti inondazioni, fu solo nel XV secolo che si assistette a una svolta concreta nel drenaggio delle acque, con l’implementazione del sistema dei mulini e la creazione dei così detti polder, tratti di terra letteralmente strappati al mare e protetti da dighe, il cui livello dell’acqua era regolato dagli stessi mulini.

Il sistema artificiale di canali di drenaggio e di laghi di raccolta, venutosi a creare, favorì sia la possibilità di insediare coltivazioni e pascoli permanenti, sia un enorme sviluppo economico con la creazione di porti commerciali, molti dei quali tutt’ora attivi (basti pensare al porto di Rotterdam, tra i più grandi al mondo e “Porta d’Europa”).

Proprio a partire dal 1600, sfruttando le capacità acquisite in fatto di navigazione e commercio sulle acque (più una buona dose di nazionalismo e militarismo), il popolo olandese iniziò la propria espansione coloniale con la costituzione delle Compagnie olandesi delle Indie Orientali e Occidentali. Nella seconda metà del XVII secolo, noto come Secolo d’Oro, anche per la grande fioritura artistica, gli olandesi controllavano i mari, dominando le rotte commerciali mondiali, sino a quando l’invasione delle truppe francesi in madrepatria non ne minò l’egemonia, che passò in mano all’Impero Britannico.

Oggi, i Paesi Bassi hanno fatto dell’acqua il motore della propria economia, sia globale, sia interna. Nel frattempo, però, la lotta con le forze della natura prosegue senza sosta: da più di 900 anni gli olandesi costruiscono dighe per proteggersi dal mare, oggi a gestione computerizzata e lunghe decine di km, mentre navi speciali – a una distanza che va dai 9 ai 20 chilometri dalla costa – estraggono la sabbia dal fondale depositandola poi sulla spiaggia, per combattere l’avanzata delle acque.



31mag.nl è un progetto indipendente di giornalismo partecipativo.
Raccontiamo gli esteri da locals, non da corrispondenti o inviati.

Diamo il nostro apporto all’innovazione nei media con news,
reportage e video inediti in italiano. Abbiamo un taglio preciso ma obiettivo.

RECHARGE US!