Nonostante le promesse del Governo, il numero di case costruite per la vendita è di fatto diminuito, dice l’università di test sulla base di una propria ricerca.

Secondo la TU, questo calo era già marcato verso la fine del 2021, con 4.500 immobili completati e 5500 di nuova costruzione venduti; la tendenza ribasso sembra ora aver raggiunto un livello paragonabile a quello osservato durante la crisi del 2013. In quel momento, l’offerta sul mercato immobiliare aveva raggiunto il livello minimo. E Stando ai numeri delle licenze immobiliari rilasciate, non si attende nei prossimi mesi un miglioramento della situazione.

Secondo il docente Peter Boelhouwer, la questione potrebbe avere un impatto negativo sul mercato immobiliare e addirittura mancano i dipendenti che possano valutare le licenze edilizie, dice NOS.

Il tipo di offerta disponibili inoltre, non rispecchia la domanda del mercato: i costruttori si concentrano sulla fascia alta, a causa dei prezzi elevati dei materiali e della scarsità di licenze mentre i comuni vorrebbero che venisse costruita una maggiore disponibilità di immobili di fascia media ma ai margini delle città.

Un ulteriore rischio è rappresentato dagli accordi che il governo farà con i boiren in relazione alle politiche sulla azoto: se gli accordi dovessero essere di compromesso, le attuali licenze edilizie rilasciate ai costruttori potrebbero subire una drastica riduzione. Senza contare, che il progetto di mettere un tetto agli affitti nel settore libero potrebbe significare che i costruttori abbandonino il mercato degli affitti.