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Non solo Van Gogh: un tuffo nella pittura olandese dell’Ottocento

Jan Toorop, Public domain, via Wikimedia Commons

Jenny Reynaerts, la curatrice dei dipinti del Diciottesimo e Diciannovesimo secolo al Rijksmuseum di Amsterdam, ha scritto un libro. Il volume è scritto in inglese e si intitola: Mirror of Reality: 19th-Century Painting in the Netherlands. Il fine dell’opera è quello di restituire un quadro completo e autentico della pittura olandese dell’Ottocento.

 

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Questo volume si compone di una scrittura fluida e fornisce al lettore gli strumenti per analizzare le opere. Esso, oltre ad analizzare artisti conosciuti a livello internazionale, come Van Gogh, si concentra su altri poco conosciuti al di fuori dei Paesi Bassi.

La curiosità e l’ambizione degli artisti, la creazione di un mercato internazionale per la loro arte, gli scambi con altri artisti in Europa e oltre sono impressionanti. I pittori olandesi parteciparono alle tendenze internazionali; per esempio, rispondendo al richiamo dell’Italia nella prima parte del secolo, vi viaggiarono come molti altri. La diffusa richiesta di pittura paesaggistica romantica incitò qualcuno come Barend Cornelis Koekkoek, a stabilirsi oltre il confine in Germania per avere accesso ai pittoreschi panorami della valle del Reno e per avviare un’attività molto lucrativa per un mercato internazionale di acquirenti. Stelle riconosciute nel loro tempo – Scheffer o Johan Barthold Jongkind a Parigi, Lawrence Alma-Tadema a Londra, o Jozef Israëls e il gruppo della Scuola dell’Aia– ebbero un enorme successo, ben oltre il loro paese. È affascinante il fatto che anche Raden Saleh di Java, nelle Indie orientali olandesi, divenne molto ammirato in Europa.

L’autrice analizza come gli stravolgimenti politici europei hanno portato a scambi e influenze reciproche tra gli artisti. Nel tardo Settecento, infatti, la struttura politica olandese fu sottoposta a diversi cambiamenti. Ciò ha alimentato il desiderio di creare una storia che fosse nazionale, anche attraverso l’arte.

Inoltre, importantissimo fu il periodo della fin de siècle, durante il quale si formò un clima di fermento in tutta Europa. Si formarono circoli internazionali, come quello in cui partecipò Jan Toorop, attivissimo nell’avant-garde. Ed è proprio un quadro di Toorop, The Sea, che si può vedere nel nuovo saggio di Jenny Reynaerts. Una pubblicazione necessaria per comprendere il patrimonio culturale olandese del diciannovesimo secolo.

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