The Netherlands, an outsider's view.

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Non solo van Gogh – Ottobre

Dalle creature meccaniche di Jean Tinguely alle opere create con la polvere da sparo di Cai Guo-Qiang

L’arte assume forme insolite questo mese di ottobre, con l’apertura di due importanti mostre: le creature meccaniche di Jean Tinguely allo Stedelijk Museum a Amsterdam e le opere create con la polvere da sparo di Cai Guo-Qiang al Bonnefantenmuseum a Maastricht.

Jean Tinguely, artista svizzero di cui si celebra quest’anno il 25esimo anniversario dalla scomparsa, avvenuta nel 1991 in seguito a un attacco cardiaco, ha una lunga storia con il museo di arte contemporanea di Amsterdam. Nel 1962, infatti, lo Stedelijk Museum è stato teatro di una mostra ludica, magica, e anche un po’ scandalosa: l’allora direttore Willem Sandberg diede carta bianca a Tinguely, che si divertì ad organizzare un percorso di opere interattive e performance con il titolo emblematico di Dylaby, ovvero “dynamic labyrint”.

 

Una mostra che è all’origine dell’importante numero di opere dell’artista svizzero nelle collezioni dal museo: ben 13 sculture, tra cui la famosa “macchina a disegni” Méta-Matic n. 10. Sì, perché é difficile definire con una parola sola le opere di Jean Tinguely: macchine, sculture, creature metalliche…

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Jean Tinguely

tutto riposa su un movimento continuo, una trasformazione che è parte delle opere stesse, un’auto-distruzione che è spesso implicita nel processo di creazione.
La mostra Jean Tinguely – Machine spectacle ripercorre l’affascinante storia delle macchine in ordine cronologico, dalla Biennale di Parigi del 1959 – quando a Tinguely fu negato l’accesso alle sale d’esposizione – al grande gruppo scultoreo in movimento realizzato nel 1986. Quest’ultimo, per la prima volta esposto nei Paesi Bassi, è allo stesso tempo un riferimento alla forza distruttrice del nazismo e una danza macabra ispirata al teatro medievale.

In perfetto stile Tinguely, il visitatore non può restare passivo, ed è chiamato a mettere in moto le macchine, che da statue immobili si trasformano in creature metalliche in un’accozzaglia di cigolii.

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Cai Guo Quiang

Anche Cai Guo-Qiang concepisce l’opera d’arte come qualcosa che non si può controllare completamente. L’artista cinese, nato nel 1957 e attualmente residente a New York, si è fatto conoscere per i suoi lavori site-specific
Le sue tele di grandi dimensioni sono prima di tutto eventi pubblici in cui l’artista dà vita a una trama grafica che nasce appunto da un’esplosione. Sono opere che prendono vita letteralmente sotto gli occhi degli spettatori e che Cai Guo-Qiang realizza con uno spirito critico in relazione al contesto sociale e storico in cui la performance ha luogo.

La mostra al Bonnefantenmuseum a Maastricht ne è il racconto fatto dall’artista stesso: My stories of painting – questo il titolo della mostra – è infatti una retrospettiva che si organizza attorno a due grandi temi, l’incessante ricerca artistica di Cai Guo-Qiang attraverso le sue opere e la sua vita personale, con delle interessanti connessioni intergenerazionali.
Organizzata in occasione del premio Bonnefanten Award for Contemporary Art (BACA), di cui Cai Guo-Qiang è il vincitore di quest’anno, la mostra di Maastricht propone una panoramica completa con lo scopo di ritracciare la storia artistica e personale dell’artista.


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