The Netherlands, an outsider's view.

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Non Solo Van Gogh: Marzo, l’arte e le donne

L'8 Marzo è passato ma l'agenda culturale si tinge di rosa, per tutto il mese



di Paola Pirovano

 

L’8 Marzo si è celebrata la festa della donna ma l’agenda culturale si tinge di rosa per tutto il mese di marzo, dove  in diverse gallerie del paese è possibile visitare mostre dedicate alla figura femminile.

Il Joods Historisch Museum – museo che ripercorre la storia della comunità ebrea nei Paesi Bassi – inaugura una mostra in onore di Amy Winehouse, organizzata in collaborazione con il fratello Alex. Il percorso si concentra sugli aspetti più intimi della vita della cantante, lontano dai riflettori. Amy Winehouse: a family portrait è una raccolta di cimeli personali: vestiti, dischi e soprattutto fotografie che ripercorrono l’infanzia e l’adolescenza della star inglese, che aveva appunto origini ebree.

I suoi trisnonni emigrarono dalla Bielorussia a Londra in cerca di fortuna e maggior tolleranza religiosa. Benché non praticante, sembra che la famiglia Winehouse fosse legata alle tradizioni, di cui Amy andava particolarmente fiera. Alcuni dei suoi famosi tatuaggi – uno dedicato al padre, uno alla nonna Cynthia – testimonierebbero questo attaccamento alle origini.

Una donna fotografa è protagonista della mostra Society organizzata dall’organizzazione culturale Framer Framed al Tolhuistuin. Akona Kenqu, residente a Johannesburg, ha lavorato a questo progetto nell’ambito del programma Women In Photography Mentorship, di cui è stata la prima beneficiaria. Si tratta di un’iniziativa del Market Photo Workshop, istituzione sudafricana dedicata ai fotografi emergenti, che punta a facilitare l’accesso delle donne al mondo dell’arte.

La volontà di mettere la produzione artistica femminile in primo piano è all’origine di un’altra mostra, dal titolo Queensize al Museum Arnhem. Una selezione di un centinaio di opere d’arte provenienti dalla collezione privata di Thomas Olbricht, firmate da artiste come Vanessa Beecroft, Louise Bourgeoise, Cindy Sherman e Marlene Dumas, solo per citarne alcune.

Il titolo della mostra fa riferimento al letto, che è inteso come metafora di vita, morte, desideri e incubi.

Una mostra già presentata con successo al ME Collectors Room a Berlino e che sarà visitabile a Arnhem fino al 16 maggio.



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