Non solo Van Gogh – Febbraio 2016

Nella sua rubrica Ci Vediamo al Cinema, Martina Bertola dice che febbraio è il mese perfetto per andare al cinema; anche una visita al museo non è una brutta idea.

Ad Amsterdam c’è solo l’imbarazzo della scelta con Isa Genzken allo Stedelijk Museum, le fotografie di Francesca Woodman al FOAM o ancora la mostra collettiva Bell invites allo Stedelijk Museum Bureau.

A L’Aja il museo Mauritshuis svela al pubblico i suoi depositi con la mostra In and Out of Storage e il Noordbrabants Museum a Den Bosch si prepara ad accogliere la grande retrospettiva dedicata a Jheronimus Bosch.

 

I always wanted to have the courage to do totally crazy, impossible, and also wrong things.”

La dichiarazione dell’artista tedesca Isa Genzken riassume perfettamente lo spirito che anima la grande mostra monografica Mach Dich Hübsch! al museo di arte contemporanea.

Artista prolifica, Isa Genzken attraversa le epoche con il suo lavoro scultoreo che si appropria di tutti gli aspetti della realtà che ci circonda. Icone del cinema o della storia dell’arte, vestiti, fotografia, mobili, collage, pittura…la sua creatività non si ferma davanti a nulla, e le sale dello Stedelijk Museum si popolano di installazioni che esplorano temi legati alla modernità, al corpo umano e la cultura urbana.

 

Il lavoro di Francesca Woodman ha invece una dimensione molto più soggettiva, e si concentra essenzialmente sul corpo della fotografa americana.

Morta suicida a soli 22 anni, Francesca Woodman è protagonista della mostra On Being an Angel organizzata al museo della fotografia FOAM a Amsterdam.

Francesca Woodman
Francesca Woodman – On being an Angel

Le fotografie esposte sono un viaggio personale e intimo, in cui l’unico soggetto è il corpo dell’artista stessa, a volte svelato, a volte nascosto, in interni attraversati da un vago senso di decadenza.

 

Lo spazio espositivo Stedelijk Museum Bureau – una sorta di “filiale” del museo di arte contemporanea, che si prefigge l’obiettivo di creare una piattaforma artistica locale e internazionale – propone una mostra collettiva che scaturisce dalla volontà dell’artista australiano Richard Bell di collaborare con altri artisti.

Bell invites – questo il titolo della mostra – è la storia dell’incontro della performance The Aboriginal Tent Embassy con le pitture murali di Emory Douglas – ex Ministro della Cultura del Black Panther Party – e un gruppo di artisti olandesi. I temi all’onore sono la discriminazione, ma anche la costruzione dell’identità nazionale e la decolonizzazione culturale.Untitled

 

Infine, a L’Aja il museo Mauritshuis svela un po’ della parte nascosta dei musei con la mostra In and Out of Storage. Centinaia di opere sono custodite nei depositi, perché? Quali sono le ragioni che determinano la selezione delle opere da mostrare al pubblico?

 

Febbraio è anche il momento dell’inaugurazione di quella che si preannuncia già come LA mostra dell’anno. Dedicata interamente al pittore olandese Jheronimus Bosch – di cui ricorrono i 500 anni dalla morte – la mostra Visions of a genius al Noord Brabants Museum a Den Bosch ne è la più grande retrospettiva mai organizzata.

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