di Paola Pirovano

 

Ad Aprile l’attenzione si concentra attorno all’inaugurazione di un nuovo museo a Amsterdam: il Moco Museum, dedicato all’arte contemporanea.

Quarto museo ad aprire le porte sulla “piazza dei musei” – Museumplein -, questa nuova istituzione nasce dall’iniziativa di una coppia di privati, Kim e Lionel Lodgies, già proprietari della Lionel Gallery, qualche porta più in là.

Il Moco Museum ha il suo quartier generale proprio di fianco al Van Gogh Museum, nella Villa Alsberg, costruita nel 1904 su progetto di Eduard Cuypers, cugino di quel Pierre che si occupò del Rijksmuseum una ventina di anni prima.

La prima mostra del Moco Museum è ambiziosa, con opere di due “star” del mondo dell’arte: Andy Warhol e lo street artist Bansky. Inaugurazione la scorsa settimana.941363_1679409602308732_3295956743404757928_n

Nel frattempo, il vicino Stedelijk Museum propone una mostra tutta “amsterdamiana” : Living in the Amsterdam School è infatti un omaggio alla Scuola di Amsterdam, gruppo di architetti olandesi all’origine di molti progetti urbanistici realizzati tra il 1910 e il 1930.

La mostra si concentra sul design della Scuola di Amsterdam con più di 500 oggetti esposti: mobili, lampade, orologi, ceramiche sono presentati in un allestimento che ripropone i motivi decorativi dell’epoca.

Perché questa mostra? Il 2016 è il centenario della Scuola di Amsterdam: la designazione di questo movimento di architetti e scultori risale infatti al 1916, anno di inaugurazione del primo progetto della Scuola, la Schipvaarthuis – oggi Amrath Hotel – di Amsterdam.

Per chi volesse saperne di più, il museo Het Schip propone una serie di attività e visite guidate per scoprire o riscoprire il panorama architettonico della città.images

Un altro tipo di abitazione è in mostra al museo della fotografia FOAM: Calais – From jungle to city ripercorre lo sviluppo della tristemente famosa giungla di Calais. Le fotografie di Henk Wildschut coprono un periodo di 10 anni, dalle prime installazioni nel 2005 alla situazione attuale, che vede chiese, negozi, parrucchieri spuntare in mezzo al fango.

L’interesse verso questa tematica attraversa molti lavori di Henk Wildschut – olandese, classe 1967 – : molte sue fotografie catturano la realtà di chi vive nei campi profughi, con un punto di vista che si vuole contemplativo e spesso distante, ma che non toglie niente alla gravità del soggetto.