The Netherlands, an outsider's view.

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ARTE

Non solo van Gogh, agosto

Dal tema olimpico alle Favelas, dal Gay Pride alle identità culturali. Un mese di arte in Olanda

di Paola Pirovano

 

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Kunsthal Amersfoort

 

Arte “politically correct”?  Il mese di agosto è dedicato agli artisti e al loro sguardo sulla società.

L’arte e l’attualità vanno a braccetto in questo mese di agosto olandese: il Brasile e la sua complessità politica e sociale al Kunsthal KAdE a Amersfoort, un progetto speciale che lega le favelas e i rifugiati, una serie di fotografie sulla comunità LGTB in occasione del gay pride al FOAM, uno sguardo critico sul mondo al Framer Framed a Amsterdam.

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Soft Power, Arte Brazil

Cominciamo con l’evento dell’anno, le Olimpiadi a Rio de Janeiro: politicamente indebolito da una grave crisi istituzionale, aggravata dagli scandali di corruzione, il Brasile si ritrova sotto i riflettori del mondo intero e cerca di restituire un’immagine patinata e rassicurante.  Ma cosa sappiamo veramente del gigante sud-americano? Questa è la domanda che attraversa come un filo rosso la mostra Soft Power. Arte Brasil organizzata al Kunsthal KAdE a Amersfoort.

Il percorso espositivo vuole essere una mappatura del Brasile attuale attraverso le opere di artisti contemporanei che ne affrontano le molteplici sfaccetture: l’ingiustizia sociale, la violenza urbana, l’impegno politico, le bellezze naturali, il sincretismo religioso, la costruzione di un’identità che va al di là dei cliché esotici spesso proposti dai media esteri.

La mostra è anche un tuffo nel passato coloniale dei Paesi Bassi, con disegni e opere che ritracciano l’arrivo del governatore Johan Maurtis di Nassau nel nord del Paese nel 1637.  Se oggi restano poche tracce della presenza olandese, i disegni di fiori, animali e “tipi umani” esotici sono un interessante esercizio di prospettiva per l’osservatore contemporaneo.

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Favela Painting, Praca Cantao

Favela Painting è uno degli artisti presenti alla mostra. Questo collettivo – formato dagli olandesi Dre Urhahn e Jeroen Koolhaas – si inserisce nella tradizione del graffito urbano ben radicata in Brasile, soprattutto nelle città di Sao Paulo e Rio de Janeiro, dove è spesso veicolo di messaggi politici.  Convinti del valore dell’arte come linguaggio universale, capace di abbattere muri e costruire ponti, i due artisti hanno portato avanti vari progetti di interventi urbani nelle favelas di Rio, a Curacao e Miami.

Ora sono di ritorno in Olanda, con un progetto che investe il centro di accoglienza per richiedenti d’asilo nell’ex-prigione di Bijlmer a Amsterdam. Per restare sull’attualità della capitale, il FOAM propone una selezione di fotografie in occasione del Gay Pride.  Nell’ambito degli atelier di fotografia Look Twice organizzati dal museo, una Pink Edition mette a confronto due generazione LGTB di Amsterdam.

Per concludere, la mostra What we have overlooked al centro culturale Framer Framed è una riflessione più ampia sullo stato attuale della società.
Le opere provengono dalla collezione del Museum Arnhem, con una selezione che si concentra sui processi storici e la costruzione delle identità culturali. Tra gli artisti presenti, l’inglese Roshini Kempadoo risulta particolarmente interessante nel post-Brexit: il suo lavoro, fatto di vecchie banconete pre-euro con scene di rifugiati e ex-colonie, è datato 1992, ma è ancora sorprendentemente attuale


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