Sahir, omosessuale e originario dell’Iraq, temporaneamente residente nel comune di Alkmaar, rischia di essere espulso dai Paesi Bassi dopo che l’IND, l’ufficio che si occupa di richieste d’asilo ha respinto la sua domanda. Il motivo? Secondo il servizio immigrazione l’uomo non sarebbe gay; o perlomeno non “abbastanza gay” da meritare la tutela internazionale.

Una storia incredibile, raccontata da Sahir al quotidiano locale Noord Holland Nieuws. L’uomo sarebbe fuggito dall’Iraq con il suo partner Mushtak  nel 2015, dopo che il fratello di quest’ultimo aveva scoperto la loro relazione e li aveva minacciati. Sorprendentemente, l’IND ha garantito l’asilo a Mushtak mentre altrettanto non è accaduto con Sahir.

Dopo un periodo trascorso presso il centro per richiedenti asilo di Ter Apel, la coppia è stata trasferita insieme ad altri richiedenti LGBT ad Alkmaar, in un luogo dove la loro incolumità fosse garantita: diversi rifugiati gay o transessuali sono stati, infatti, aggrediti e vittime di omofobia.

Dopo 18 mesi, dice ancora il portale NHnews, arriva la brutta notizia: Sahir deve tornare in Iraq e la decisione, viene confermata dal tribunale di Amsterdam. L’uomo, ora, teme per la sua vita una volta tornato nel suo paese. Secondo il tribunale, lui non è gay. “Se un uomo non si trucca e non usa smalto per le unghie, allora non sarebbe omosessuale”, ha commentato sarcastico.

Il gruppo di supporto per i richiedenti asilo LGBT ha lanciato una petizione