Gli studenti internazionali sono ancora interessati a studiare nei Paesi Bassi, ma un quarto di loro dubita di essere in grado di farlo nel prossimo anno accademico. Secondo un sondaggio condotto da Nuffic, le incertezze maggiori derivano dalle restrizioni di viaggio e dalle limitate opportunità finanziarie. Di 941 potenziali studenti extra-UE, il 36% non ha ancora preso una decisione definitiva, riferisce NOS.

Nell’anno accademico 2019-2020, oltre 25 mila studenti extra UE hanno studiato nei Paesi Bassi. Il CPB aveva calcolato che gli studenti internazionali che rimanevano a lavorare finiti gli studi, portavano molti soldi nei Paesi Bassi, circa 96.300€ per studente. Una diminuzione degli studenti internazionali potrebbe avere delle conseguenze negative sulle università.

Problema docenti. Il portavoce di VSNU ha spiegato che “i docenti vengono assunti in base a numeri stimati, se questo dovesse cambiare causerebbe dei problemi al sistema universitario.

Alcune università stanno valutando di spostare la data di inizio da settembre a febbraio, per permettere che le restrizioni di viaggio vengano revocate. Molte stanno anche guardando alle opzioni online. “Attualmente, il 90% dell’istruzione è già impartito online, il che indica che le università possono cambiare rapidamente”, ha detto il portavoce. Ma secondo il sondaggio di Nuffic, gli studenti internazionali non considerano l’educazione online come un sostituto dell’istruzione frontale. Solo uno su 10 ha dichiarato di preferire studi online. Il 21% ha dichiarato che preferirebbe posporre gli studi e riprovare l’anno prossimo.