Impresa sociale ed imprenditori del sociale, ovvero il diavolo e l’acqua santa. Si può, incredibilmente si può, e mai come ora, un binomio simile si dimostra l’unica alternativa credibile al lavoro dipendente in azienda o al no-profit finanziato con bandi statali. Il meccanismo consiste nel “vendere sociale”, chiedere alla collettività di contribuire e supplire cosi ai capricci del fluttuante (ed instabile) mercato del lavoro e dei suoi protagonisti. Starters4communities è una stichting (ONLUS) che cerca di valorizzare giovani che hanno terminato gli studi (ma hanno poche opportunità) e si propone di “fare il tagliando” ad associazioni e piccole imprese sociali abbandonate alla mercè del mercato, dopo i pesanti tagli alla spesa sociale, e dei grandi gruppi, con particolare grande attenzione alla comunità locale. “Alcuni di noi vogliono aprire o gestire una piccola attività o associazione, altri, come nel mio caso, vogliono mettersi alla prova con la gestione del budget” Martina ha studiato antropologia alla VU di Amsterdam ed e’ coinvolta in uno dei progetti della stichting.

“La prima consiste nel raccogliere 20.000 €, un budget che servirà in parte a finanziare i nostri workshop e per la maggior parte a dare un sostegno iniziale ai sei progetti selezionati nel quartiere.” Ognuno dei partecipanti lavora ad un’iniziativa “6 in tutto. Nel mio caso sono concentrate tra Oost o Ijburg” prosegue Martina “si tratta in gran parte di associazioni gestite da coraggiosi imprenditori sociali che si dedicano con passione al loro progetto ma che non riescono a far fronte a spese, carenza di spazi, di budget, di rete di volontari, a volte anche solo di notorietà.” Come nel caso di “De Bloem”, un’associazione di immigrate di prima generazione, che cerca di contribuire all’emancipazione di donne isolate da decenni e dipendenti economicamente e psicologicamente da altre persone. De Bloem offre un punto di incontro per signore di diversa origine, efficace antidote contro l’esclusione.

“L’associazione si e’ rivolta a noi per trovare un sistema sostenibile di formazione dei volontari che consenta loro di proseguire nel lavoro positive che svolgono per la comunità.” Le altre iniziative, racconta sempre Martina, si muovono in ogni direzione del no-profit: dalla biblioteca “flessibile” di ijburg al centro”AV color productions“, animato da un giornalista Etiope che porta avanti corsi di produzione audio-visuale, di lingua e cultura Etiope, una tv di quartiere, un festival di cinema e poesia (tutto o quasi su base volontaria), poi la fattoria sociale di Boerderij op ijburg e decine di altri progetti. Starter4Communities è presente ad Amsterdam ed Utrecht.

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