OSeveno, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

In Israele, i parlamentari stanno preparando una legge che proibirebbe qualsiasi cooperazione con la Corte penale internazionale (ICC) dell’Aia.

Una delle proposte comporterebbe fino a 5 anni di carcere per qualunque tipo di infrazione della legge, scrive RT.

Secondo l’emittente, la legge vieterebbe l’estradizione di cittadini israeliani all’ICC ed il finanziamento delle spese legali presso la Corte. Inoltre, se ratificata, la norma imporrà anche delle sanzioni sull’ICC e sui funzionari che ci lavorano.

Questa operazione legislativa, ha spiegato RT, fa parte di una serie di misure prese dall’Israele contro la Corte Penale di Den Haag, a seguito della dichiarazione della Corte sulla possibile apertura di un’indagine su presunti crimini di guerra in Palestina.

Per RT, la legge trova ispirazione nella American Civil Service Protection Act, una legge statunitense passata dal Congresso nel 2002.

La legge americana, chiamata anche “Invasion Act dell’Aia” dai suoi critici, dà al presidente statunitense ampi poteri per poter attuare qualsiasi piano al fine di liberare qualunque cittadino americano arrestato dall’ICC. I poteri concessi non escludono l’uso della forza.

Come ha riportato la ONG filo governativa israeliana Shurat HaDin,  la legge del parlamento israeliano punta a creare una rete di sicurezza legale per i soldati israeliani e per gli alti funzionari dello Stato che dovessero essere imputati.

In più, la proposta legislativa sanzionerebbe i membri della Corte, vietando loro l’ingresso in Israele e introducendo restrizioni su società estere che cercassero di aiutarli.