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No a unico red light a Geleenstraat: a L’Aia nessuno vuole sotto casa il quartiere a luci rosse

Il comune dell’Aia sta esaminando le possibilità di concentrare le sex workers a Geleenstraat, ora che l’arrivo di un centro erotico è stato bloccato: in questa strada c’era già la prostituzione in vetrina, così come a Doubletstraat. I residenti temono problemi se tutta l’attività dovesse spostarsi in una sola strada

Presto il comune presenterà una proposta per concentrare la prostituzione in vetrina a Geleenstraat, vicino ad Hollands Spoor per poter, quindi, discutere di una soluzione definitiva ai red light in città. José Mendels, membro del gruppo di lavoro sui problemi legati alla prostituzione nella Geleenstraat, sottolinea le preoccupazioni dei residenti del quartiere, dice Omroepwest.

‘Ma sembra che ogni volta Doubletstraat abbia la precedenza, anche a causa degli interessi immobiliari nella zona. Abbiamo l’impressione che né il comune, né gli impiegati comunali, né i residenti dell’Aia abbiano idea dei problemi che si verificano in un quartiere in cui si svolge questo tipo di attività lavorativa.’

Un piano per spostare la prostituzione in un centro erotico a Sporendriehoek è stato respinto, causando grande stupore tra i residenti. L’area, secondo il gruppo di lavoro, è piuttosto oscura: “Abbiamo 44 officine meccaniche nel nostro quartiere e quasi altrettanti saloni di parrucchiere”, dice.

‘Ma non abbiamo negozi normali. Solo due piccoli supermercati, che in realtà sono più per i visitatori e i lavoratori della Geleenstraat. E una piccola macelleria, con anche un po’ di verdura. Fino a quando la situazione sarà questa, in gran parte del quartiere non ci sarà uno sviluppo.’

Con l’approvazione imminente del piano dell’assessora Mariëlle Vavier (GroenLinks), Mendels e il quartiere sperano in un’attenzione seria alle loro preoccupazioni e proposte.

 

 

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