Secondo il sindacato FNV, metà delle aziende per cui lo smartworking è infattibile (in particolare il commercio al dettaglio, trasporti e logistica e al campo edile) non ha ancora effettuato gli adeguamenti necessari per aderire alle nuove misure di prevenzione da coronavirus. Il sondaggio ha riguardato 2000 membri dell’organizzazione.

Il distanziamento sociale (fra tutte) sembra la misura più difficile da far rispettare, così come confermato da quattro dipendenti su cinque, i quali,  intervistati, hanno fatto sapere che non è sempre possibile rimanere ad almeno 1 metro e mezzo dai loro colleghi.

Ma ci sono anche altri motivi di stress: trattare con dipendenti, fornitori e clienti non è semplice perché non sempre gli interlocutori rispettano le misure previste, senza parlare  del carico di lavoro sempre più alto a causa di assenteismo. Quasi un terzo dei membri intervistati sono preoccupati di contrarre il coronavirus a lavoro.

Kitty Jong di FNV ha riferito: “Si è rivolta molta attenzione a chi lavora in smartworking, ma la metà delle persone non può fare il proprio lavoro a casa. A loro è rivolta troppa poca attenzione.”