Una multa a quattro produttori di sigarette per cartello sui prezzi è stata inflitta da parte dell’autorità olandese per la tutela dei consumatori (ACM).

82 milioni di euro la somma richiesta e l’accusa: aver fissato il prezzo dei prodotti tra luglio 2008 e luglio 2011.

Le quattro aziende nell’occhio del ciclone sono British American Tobacco, JTI, Philip Morris Benelux e Van Nelle Tabak (fa parte di Imperial Tobacco Benelux)- e il sospetto è che abbiano modificato illegalmente le informazioni sul prezzo futuro delle sigarette. Ciò sarebbe servito a regolare i propri prezzi in anticipo rispetto ai concorrenti.

Il risultato dellindagine è stato comunicato dal presidente dell’ACM Martijn Snoep. “Questa pratica distorce la competizione. I produttori sapevano che scambiarsi questo tipo di informazioni va in conflitto con le regole della concorrenza”. L’obiettivo dell’ACM infatti è proprio vigilare su pratiche scorrette nel mercato.

Un impiegato della JTI scriveva in un’email a un rivenditore all’ingrosso: “In allegato i prezzi della British American Tobacco. La prego di inoltrarmi immediatamente quelli di ITN e Philip Morris Benelux appena le avrà”.

In un’altra email della JTI, usata come prova: “BAT, PMI e ITN hanno confermato il prezzo di rivendita: va aumentato 10 centesimi per metà 2009. Renderlo effettivo entro Settembre. Raccomandiamo di aumentare il prezzo di tutti i prodotti del portfolio di dieci centesimi, per aumentare il profitto.”

I quattro produttori coinvolti hanno contestato la multa. La più alta è andata alla BAT per 31 milioni di euro.  Tre di loro si sono anche appellate alle autorità giudiziare nel tentativo di fermare la pubblicazione della decisione dell’ACM. Il tribunale di Rotterdam ha rigettato tale richiesta.