Il coronavirus ha portato ad un aumento delle persone che lavorano da casa. Lavorare dalla propria abitazione sta costando tanti di soldi ai dipendenti pubblici. Ecco perché i sindacati hanno negoziato con il governo un’indennità di lavoro a domicilio. L’importo sarà di 363 euro.

È la prima volta che nel contratto collettivo di lavoro vengono stipulati questi tipi di accordi. “Ci basiamo sul calcolo della fondazione Nibud“, dice un portavoce di FNV a RTL. Lavorare da casa costa in media 2 euro in più al giorno a persona. La fondazione ha calcolato che si spendono circa 43,30 euro per 40 ore settimanali di lavoro. Tuttavia i funzionari lavorano solo 36 ore. L’indennità di lavoro a domicilio inizierà retroattivamente da marzo.

Secondo Nibud, bere sei tazze di caffè o tè al giorno costa 70 centesimi. Riscaldare il nostro posto di lavoro costa 1,20 euro in più di gas. Per il consumo di elettricità vengono addebitati 0,04 centesimi, per l’acqua 0,02 centesimi, la carta igienica costa 0,025 euro e l’ammortamento di sedia e scrivania costa 0,01 centesimi al giorno.

I dipendenti pubblici ora possono contare anche su un pagamento una tantum di 225 euro. Riceveranno anche un aumento salariale dello 0,7% dal  1 ° luglio 2020. Il prossimo  anno i sindacati però punteranno a un aumento del 5% per la categoria.

Negli accordi è previsto anche un piano bicicletta, in base al quale i dipendenti riceveranno altri 500 euro per acquistarne una. Sono anche stati stipulati accordi nel contratto collettivo di lavoro su un piano di noleggio bike, precedentemente stabilito dal governo.

Buone notizie anche per i giovani genitori. Infatti sarà possibile usufruire di 5 settimane di concedo  interamente retribuito non più al 70% come in passato.