Il Ministro della salute Hugo de Jonge, interpellato nella trasmissione televisiva Het coronavirus, Feiten en fabels, ha affermato: “Dopo la nostra decisione di chiudere le scuole primarie e secondarie, i genitori sono costretti a lavorare di più da casa”. La chiusura degli istituti scolastici è parte delle dure misure assunte dal Governo per limitare la diffusione del coronavirus. Hugo de Jonge è stata molto chiaro a riguardo: “È proprio il lavoro da casa che non sta andando così bene ultimamente”.

La chiusura è avvenuta con delle deroghe: i bambini vulnerabili e i bambini i cui genitori svolgono “lavori vitali” possono ancora andare a scuola. Nel programma televisivo, De Jonge ha spiegato che la riproduzione del virus (o anche numero R) è attualmente di circa 1,24.

Se questo non diminuirà, i Paesi Bassi avranno a Natale lo stesso numero di infetti della prima ondata in primavera. Il comitato epidemiologico e l’istituto di sanità pubblica RIVM spingono il Governo ad adottare misure ancora più severe al fine di ottenere il numero R inferiore a 1.

“Non abbiamo altra opzione che usare il freno di emergenza” ha detto De Jonge. Lunedì, il Primo Ministro Mark Rutte ha messo i Paesi Bassi in un nuovo lockdown, chiudendo tutti i negozi non essenziali, scuole, musei, zoo per cinque settimane. Non sono ammessi più di due ospiti a casa, ad eccezione dei giorni di Natale, quando possono esserne tre.

I partiti di opposizione hanno espresso preoccupazione, poichè secondo loro il governo avrebbe aspettato troppo a lungo per intervenire. De Jonge nega categoricamente: “Cerchiamo sempre di sconfiggere il virus, ma  senza causare troppi danni all’economia e alla società.”