Diederik Gommers e l’amministratore dell’ospedale Ernst Kuipers dicono a Nieuwsuur che se i Paesi Bassi avessero scelto una strategia per mantenere basso il numero di contagi, oggi la situazione sarebbe molto diversa.

Alla domanda se non fosse stato meglio se i Paesi Bassi si fossero concentrati sul contenimento dei contagi, Kuipers ha risposto: “Sì, questo avrebbe sicuramente fatto la differenza”. Gommers: “Se avessimo avuto meno Covid, avremmo potuto continuare con cure più regolari. Potremo dire in seguito quale impatto sulla mortalità, per esempio per patologie come il cancro”.

Nei Paesi Bassi, la politica è stata: finchè gli ospedali possono gestirlo, l’incremento del numero di contagi viene accettate. Il programma Nieuwsuur ha parlato con Gommers e Kuipers che hanno fornito un’ampia ricostruzione dell’approccio Covid nel 2020.

“Paesi come Germania, Danimarca e Norvegia hanno optato per una seria politica di test e tracciamento per combattere attivamente il virus e proprio per prevenire lockdown. I consulenti di quei paesi hanno detto a Nieuwsuur: Norvegia e Danimarca in particolare sono intervenute duramente anche in presenza di un limitato numero di ricoveri ospedalieri”.  Kuipers: “Se miri a un basso numero di contagi e ampli la capacità di test, allora puoi “permetterti” di più. Ma quello che abbiamo fatto è stato dire: ‘Da 500 a 1000 contagi: “Nessun problema. Da 2000 a 4000, diventa un po’ più serio. Da 4000 a 8000? Oops!” Avremmo potuto fare diversamente. Il contesto era: gli ospedali possono gestire la situazione?”

Nell’estate del 2020, il Covid ha ricominciato a diffondersi in modo esponenziale nei Paesi Bassi ma i contagi allora erano ancora soprattutto tra i giovani. Gommers: “Abbiamo accettato di non prendere alcuna misura, perché erano giovani. Non erano loro l’obiettivo. L’obiettivo era: proteggere i vulnerabili”.

I Paesi Bassi hanno adottato misure serie solo il 13 ottobre 2020, quando c’erano già 277 pazienti in terapia intensiva ma il vaccino non era ancora pronto. Troppi, dicono i consulenti sentiti da Nieuwsuur: Danimarca e Norvegia hanno puntato ad intervenire in fretta proprio per evitare un’escalation di quel tipo.

Le discussioni con vari consulenti olandesi mostrano che c’è stata poca discussione tra di loro sul cambiamento di strategia. Kuipers: “Tutto è stato concentrato sulla capacità ospedaliera. E meno sulla possibilità di portare contagi a un livello basso”.

Gommers ha controllato di nuovo le note e i rapporti dell’OMT: “La discussione non è stata così chiara al riguardo”, dice NOS.

I responsabili politici e i consulenti olandesi, secondo le conversazioni condotte da Nieuwsuur, hanno accettato che ci sarebbe stato un gran numero di ricoveri ospedalieri.

In risposta alle domande di Nieuwsuur, il governo afferma che il punto di partenza è sempre stato quello di mantenere “basso il tasso di contagi”. Il governo afferma, inoltre,  che i Paesi Bassi hanno effettivamente investito molto nei test e nel tracciamento ma i documenti richiesti mostrano che il Ministero delle finanze ha concluso alla fine di ottobre 2020 che mancava un approccio strutturale a test e tracciamento.

L’Olanda ha ampliato la capacità ma erano ancora lontani dall’essere sufficienti e la capacità di test “non si è avvicinata a un paese come la Danimarca”, secondo una nota ufficiale.