In quattro città differenti gli studenti si sono mobilitati per portare in tribunale i Comuni, scrive Een Vaandag, la motivazione è l’esclusione della categoria dal bonus energia. Il Gabinetto ha stanziato, infatti, 1.300 euro di bonus destinato alle famiglie a basso reddito ma gli studenti, però, non hanno diritto a richiederlo e l’accusa rivolta ai Comuni è di discriminazione.

A dare ragione agli studenti è stata quest’estate anche la corte di Arnhem, che si era espressa in loro favore durante una causa intentata contro il Comune di Nijmegen. Secondo la corte se il bonus è pensato per aiutare le categorie vulnerabili, in queste categorie dovrebbero rientrare anche gli studenti.

Forti di questo risultato l’associazione LSVb e il sindacato FNV stanno preparando altri procedimenti contro Utrecht, Groningen, Haarlem e Diemen.

Dall’altra parte i Comuni si difendono affermando di non voler discriminare gli studenti, ma semplicemente di non potersi permettere di includerli nel bonus, perché il governo stesso non ha dato loro abbastanza fondi. La ministra competente,  Carola Schouten ha posto un altro problema: come riconoscere quali studenti hanno veramente necessità di questo sostegno finanziario? Secondo la ministra, all’agenzia DUO mancherebbero le informazioni necessarie per distinguere chi ne abbia bisogno e chi no. L’alternativa sarebbe quello di fornirlo a tutti gli studenti, ma questa sarebbe una soluzione costosa, con una spesa che si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di euro.

I Comuni vengono chiamati in causa in quanto sono loro l’organo preposto alla distribuzione del bonus, ma le organizzazioni studentesche sono consapevoli che il problema dovrà essere risolto a livello governativo. Come ha dichiarato Van Velzen, portavoce del LSVb, lo scopo è quello di aumentare la pressione sul ministero.