Eerlijke Bankwijzer, un coordinamento olandese di NGO ha chiesto alle banche ABN Amro e ING di sospendere il finanziamento del controverso progetto americano Dakota Access Oil Pipeline, un oleodotto che dovrebbe attraversare il territorio dove risiede una tribù.

I Sioux, hanno attirato l’attenzione internazionale per la resistenza che stanno opponendo ormai da settimane alle autorità americane, nel tentativo di scongiurare la costruzione del condotto che nei piani dovrebbe collegare gli stati dell’Illinois e del North Dakota.

Secondo le NGO olandesi, allertate dalla denuncia di gravi violazioni dei diritti umani compiute a danno della popolazione locale, le due banche olandesi avrebbero finanziato -in totale- 3,8miliardi di euro. ING, addirittura, non è passata solo per una cordata di istituti finanziari ma ha messo, direttamente, 234milioni di euro nel progetto.

Sentite da Eerlijke Bankwijzer, le banche hanno reagito in maniera diversa; ING non ha negato il coinvolgimento, sostenendo -tuttavia- che all’atto della stipula del contratto l’operazione rispettava tutte le disposizioni di legge. Tradotto: è legale, quindi a noi va bene. L’istituto finanziario olandese, però, ha assicurato di impegnarsi a fare “pressione affinchè i diritti dei Sioux vengano rispettati”.

ABN Amro, invece, sostiene di essere stata “raggirata” da Energy Transfer Equity, società americana nella quale aveva investito 42,5 milioni di euro. Secondo il portavoce della banca, nessuno aveva parlato di oleodotto nel contratto di investimento, pertanto ABN si riserva -dice il portavoce- di sollevare la questione perchè in contrasto con le loro politiche. La banca, tuttavia, dice di non poter fare passi indietro, “perchè noi non finanziamo direttamente l’oleodotto. Quindi non possiamo rescindere contratti che non abbiamo mai firmato”, conclude un comunicato sul sito dell’istituto.