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Chi espellerai, Geert?

La columnist del portale multietnico olandese De kanttekening, Leontine Vreeke, riflette sui fatti di Amsterdam dei giorni passati: “Guardo una foto di venticinque anni fa. All’epoca indossavo ancora pantaloni, anfibi ai piedi, trecce rosse fino al fondoschiena e una macchina fotografica sulla spalla. Era l’estate del 1999. Mi trovavo a Vienna, grazie a un’organizzazione nazionale contro il razzismo, “Minderheiten im Media”. Era un congresso europeo e tutta la delegazione olandese, composta da sei persone, era di origine surinamese. Eravamo tutti con la pelle scura, non bianchi con capelli biondi e occhi azzurri, contro ogni aspettativa”, scrive in un pezzo sul portale multietnico dekanttekening.

“Per tutto il weekend ho parlato di antisemitismo, dei media, di come gli abitanti di Amsterdam vivono queste esperienze, di Geert Wilders e delle sue dichiarazioni sulla necessità di espellere i responsabili, e di come queste parole mi colpiscano. Ho parlato con la mia amica israeliana Y., di origine ebraica. Ci siamo sentite in lacrime al telefono all’inizio della settimana. Sua figlia ha sedici anni e lei deve dichiararla inabile dal punto di vista psicologico per impedirle di arruolarsi e combattere per Netanyahu”, scrive ancora.

Con la sua amica ha parlato di nuovo a causa dei tifosi di calcio di Tel Aviv. Lei chiede se sia vero che in Olanda sia stato organizzato un pogrom. Come faccio a spiegarle questa situazione?

“È venerdì sera. Fuori, all’angolo della mia strada, ci sono alcuni ragazzi. Le loro conversazioni, intrise di insulti, raggiungono il mio salotto. Sento “ebrei di m…”. E prima di rendermene conto, sono fuori. Perché dite queste cose? Lo sapete che sento tutto? Perché “ebrei di m…”? Poi ci mettiamo a discutere di media, di rappresentazione, di sfumature che non esistono. Mi danno del “lei”. Ci stringiamo la mano e torno in casa.”

Il punto è il cercare un equilibrio tra le narrazioni: “I tifosi di Tel Aviv hanno provocato alcune reazioni. Non dico che la risposta violenta sia giusta, sono sempre contro la violenza, ma in questa storia ci sono due lati. E poi arriva Geert Wilders, che ripropone il discorso sull’espulsione delle persone. Chi espellerai, Geert? Con quali mezzi? Su quale base? Io sono olandese e non sono d’accordo con te. Questa è forse la base per la mia espulsione?

Perché gli olandesi di colore sono sempre considerati parte di un collettivo, mentre i colpevoli bianchi sono sempre “lupi solitari”?”

 

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