Nonostante la crisi Covid e i vari lockdown, non ci sono mai stati così pochi fallimenti in questo secolo come nel 2021: 1536 aziende sono state dichiarate fallite, secondo i dati dell’Istituto di statistica CBS. Solo nel 1990 erano state meno. Nel 2020, quando era già estremamente limitato il trend di fallimenti, 2703 aziende hanno consegnato i libri in tribunale.

Dall’inizio della crisi, le organizzazioni sindacali hanno avvertito di un’imminente ondata di bancarotte, ma per il momento non si è concretizzata. Il sostegno del governo fa andare avanti molte aziende: oltre 18 miliardi di euro di differimento del pagamento tasse hanno sono stati determinanti. Ma le societá devono ancora trasferire quei soldi alle autorità fiscali nei prossimi anni.

Inoltre, nel 2021 le aziende hanno ricevuto sostegno per il pagamento di stipendi e costi fissi. Ad esempio, attraverso lo schema NOW, 22.500 aziende hanno ricevuto un sussidio per il pagamento degli stipendi a novembre e dicembre.

La maggior parte dei fallimenti riguardava il commercio, l’edilizia e i servizi finanziari, comparti che collettivamente hanno subito una contrazione. Il numero dei fallimenti è stato notevolmente basso, soprattutto nel settore della ristorazione: meno di 100 aziende dell’horeca sono fallite, dice NOS, mettendo il settore al 7° posto. All’inizio della crisi Covid nel 2020, il trend era inverso.

A novembre il numero dei fallimenti è leggermente aumentato e per un po’ sembrava esserci un’inversione di tendenza, ma a dicembre si è nuovamente registrato un calo. Come dice NOS, l’Ufficio di pianificazione centrale ha avvertito l’anno scorso che il sostegno economico mantiene a galla anche le aziende non redditizie: “L’attuale sostegno sta congelando parti dell’economia alla situazione all’inizio del 2020, bloccando le normali dinamiche economiche: chiusure di aziende e nuove aziende che si avviano, persone che trovano lavoro altrove”.