Negli ultimi tempi, diversi supermercati in Olanda si stanno sfidando a colpi di sconti e promozioni per convincere i consumatori della loro convenienza. Ma possiamo davvero parlare di una guerra dei prezzi? Secondo gli esperti, non proprio. Nonostante alcuni grandi marchi stiano spingendo su una comunicazione aggressiva per dimostrare di essere più economici dei concorrenti, una vera e propria guerra dei prezzi sembra improbabile, scrive RTL.
Recentemente, Jumbo ha lanciato una campagna di marketing dichiarando di essere “euro più conveniente” rispetto ad Albert Heijn, il principale attore del mercato. Questa affermazione ha scatenato una risposta immediata da parte di altre catene come Vomar, Dirk e Hoogvliet, che hanno rapidamente sostenuto di essere ancora più economiche di Jumbo.
Secondo Dirk Mulder, esperto del settore retail presso ING, dichiarare di essere più economici è un’ottima strategia di marketing, ma la realtà dietro le quinte è diversa. Laurens Sloot, un altro esperto del settore supermercati, afferma che la maggior parte dei supermercati olandesi non realizza abbastanza profitti per abbassare i prezzi in modo significativo. Solo Albert Heijn e Nettorama, un piccolo discount, hanno margini di profitto sufficienti per permettersi promozioni più aggressive.
I prezzi nei supermercati sono aumentati notevolmente negli ultimi anni, soprattutto a causa dell’incremento dei costi delle materie prime come il grano e i prodotti lattiero-caseari. Inoltre, molte catene stanno investendo pesantemente in innovazione, meccanizzazione dei centri di distribuzione, furgoni per le consegne online e casse self-service, tutti elementi che rendono difficile abbassare ulteriormente i prezzi senza compromettere la redditività.
Sloot afferma che per ottenere un rendimento adeguato, i supermercati devono avere un margine operativo di almeno il 3%, ma molte catene, incluse Jumbo e Plus, non raggiungono questo livello.
Jumbo, il secondo più grande supermercato in Olanda, ha visto il suo utile netto scendere drasticamente nel 2023 a soli 22 milioni di euro su un fatturato di 11 miliardi di euro. Anche Plus, terzo attore nazionale, è in perdita da due anni a causa delle spese di ristrutturazione legate all’acquisizione di Coop.







