I figli di migranti senza documenti nei Paesi Bassi non vivono una vita facile, scrive AT5: spesso sono nati nei Paesi Bassi, possono andare a scuola finchè sono minorenni ma appena raggiunta la maggiore età, rischiano l’espulsione.

Il portale racconta la storia di Kamilla, 13 anni e Ashley, 15 anni di famiglia -rispettivamente- brasiliana a e filippina. Entrambi sono nati e cresciuti ad Amsterdam e vanno a scuola nella capitale. Tra non molto, scadrà il regime di semi-legalità che viene concesso ai minori e a quel punto, non potranno lavorare o proseguire gli studi, spiega AT5.

Entrambi i giovani, non sono mai stati nei paesi dei genitori e se la loro vicenda, come già accaduto ad altri figli di migranti, non si risolvesse, sarebbero costretti a trasferirsi in un paese che non conoscono.

Se, al contrario, decidessero di rimanere comunque in Olanda, sarebbero costretti al circuito illegale, senza diritti e totalmente legati all’economia e al welfare informale.

Il vicesindaco Rutger Groot Wassink  definisce la storia di Kamilla e Ashley “straziante” e si è impegnato a parlare direttamente con il sottosegretario agli affari sociali per cercare di risolvere la situazione. E permettere ai giovani di rimanere ad Amsterdam.

Di diverso avviso il parere del VVD: Marianne Poot, la capogruppo in consiglio comunale del partito di Mark Rutte, ritiene la situazione triste ma non vede alcuna possibilità per Kamille e Ashley di rimanere in Olanda.