The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Stedelijk museum: migrazioni, globalizzazione, ruolo della donna; l’arte di Nalini Malani racconta la complessità del mondo

I rifugiati, le migrazioni, la contaminazione culturale e l'identità

di Paola Pirovano

 

Lo Stedelijk Museum di Amsterdam mantiene la sua promessa di dedicare una serie di mostre al tema della migrazione, visto attraverso gli occhi di artisti contemporanei provenienti da varie parti del mondo.

La prima mostra – aperta fino al 18 giugno – si concentra sul lavoro dell’artista indiana Nalini Malani, nata a Karachi nel 1946, che ha vissuto il dramma della migrazione sulla propria pelle al momento della separazione di Pakistan e India. Rifugiata con la famiglia a Mumbai, il tema dell’abbandono materiale e culturale che scaturisce da questa esperienza è centrale in tutta la sua opera.

Per il museo di arte contemporanea di Amsterdam, Nalini Malani presenta la mostra Trangressions in cui propone un approccio multidisciplinare. L’opera centrale – che dà il nome alla mostra – è costituita da un’installazione visiva, uditiva e materiale, che occupa un’intera sala.

Opera esplicitamente politica, l’installazione è un “video/ shadow play” – termine inventato dall’artista stessa per definire questo lavoro ibrido che si compone di quattro grandi cilindri trasparenti dipinti al loro interno che ruotano lentamente su loro stessi e che sono attraversati dalla proiezione di tre video. A questo teatro delle ombre contemporaneo si aggiunge una registrazione vocale, che ripete sistematicamente le stesse frasi.

Lo spettatore è inizialmente catturato dal gioco di luci e dall’atmosfera magica creata dall’installazione, per poi interrogarsi sul significato più profondo dell’opera. Come tutto il lavoro di Nalini Malani – qui esposto in una selezione che va dai film degli anni 60 e 70 alla video art degli anni 90 e i libri d’artista più recenti -, Trangressions si costruisce su vari livelli di lettura, in cui emergono i temi cari all’artista.

La mitologia occidentale e indiana, le conseguenze della colonizzazione, l’ostilità permanente tra Pakistan e India, l’impatto distruttivo della globalizzazione incontrollata sulla ricchezza culturale indiana, in via di sparizione, così come ne è della diversità linguistica, sostituita dall’inglese.

Il tema della migrazione è da sempre centrale nel suo lavoro, e ne è un esempio il murale realizzato appositamente per questa mostra allo Stedelijk Museum, dove l’attuale crisi dei rifugiati è protagonista insieme ai miti letterari e mitologici che mettono la donna in primo piano.

Un’opera effimera, che sparirà in una performance l’ultimo giorno della mostra.

 

 


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