The Netherlands, an outsider's view.

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OFFTOPIC

Nagorno-Karabakh in fiamme. Un’armena e un’azera raccontano il conflitto

di Michela Grasso, Viola Zuliani, Massimiliano Sfregola

Post editing: Gianmarco Girolami

 

 

Quella del Nagorno-Karabakh è una disputa che divide, una di quelle contese territoriali che lasciano sul campo una scia di morti, distruzione e profughi E sulla quale tutti hanno allo stesso tempo, torto e ragione.

Per questo abbiamo deciso di chiedere a persone comuni di raccontarci quel conflitto. Abbiamo scelto due donne, una armena, l’altra azera,entrambe originarie di quella terra martoriata, residenti in Europa e con un buon livello di istruzione.

A entrambe abbiamo rivolto le stesse domande e le risposte, non filtrate, sono di seguito. In una guerra non ci sono ragioni o torti; o forse ci sono ragioni e torti che vanno identificati e affrontati dalla politica.

Dal canto nostro, da esterni, non ci resta che capire. E per farlo, ora, dobbiamo limitarci ad ascoltare entrambi i lati.

 

ANNA, armena, residente in Italia

Potresti spiegare brevemente perché l’Armenia e l’Azerbaigian sono in guerra e perché il conflitto si è riacceso di recente?”

Beh, questo è un argomento lungo di cui parlare, ma cercherò di essere breve. Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian è il risultato di una politica irresponsabile e disordinata delle autorità sovietiche. All’inizio del XX secolo, con una decisione di Joseph Stalin fu creata Artsakh (Nagorno-Karabakh) come una regione autonoma dell’Azerbaigian sovietico, nonostante il fatto che la maggioranza della popolazione dell’Artsakh fosse di etnia armena. Artsakh è importante per l’Armenia perché è parte di un antico patrimonio culturale armeno. Nel corso degli anni le autorità azere hanno fatto del loro meglio per eliminare gradualmente ogni traccia armena in Artsakh: hanno distrutto monumenti culturali armeni, eliminato la lingua armena dalle scuole, cercando di prendere il governo della regione autonoma. Naturalmente, il fatto che stavamo perdendo la nostra identità e la nostra cultura nella nostra patria ha sollevato un’ondata di indignazione tra gli armeni locali. Come risposta a queste proteste, all’inizio del 1990, le autorità azere iniziarono ad usare la forza, commettendo una massacri di armeni a Maraga, Sumgait e Baku. Il conflitto armato è iniziato perché dovevamo salvare le nostre vite: abbiamo liberato il nostro Artsakh dalla continua violenza dell’Azerbaigian e abbiamo raggiunto un accordo di pace con l’Azerbaigian. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quando tutti gli Stati ottennero la loro indipendenza, Artsakh proclamò il suo diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza insieme ad altri Stati ex-sovietici. Credo che la ragione principale per cui il conflitto si sia riacceso debba essere innanzitutto trovato nell’aumento di tensioni in Azerbaigian contro il dittatore Aliyev, che sta solo cercando di tenere il suo popolo lontano dai gravi problemi interni. Il secondo motivo importante è la politica pan-turca di Erdogan di sterminio degli armeni e di distruzione dell’Armenia per creare un impero. Molti giornalisti internazionali hanno dimostrato che anche la Turchia è coinvolta nella ricostruzione del conflitto.

Quali sono i tuoi primi ricordi di questo conflitto?

Avevo solo 4-5 anni quando l’Azerbaigian ha iniziato la guerra all’inizio del 1990. Ricordo le donne che piangevano e pregavano per i loro figli, fratelli e mariti che erano in prima linea. Non posso dimenticare la città distrutta e il rumore assordante della sirena, che ci metteva in guardia sui bombardamenti imminenti da parte delle forze armate azere.

[Se sei stata in NK] Com’è il paese? Come lo descriveresti a qualcuno che non ci è mai stato prima?

Artsakh è una terra splendida dalla natura meravigliosa. È il cuore dell’altopiano armeno. Si tratta di una terra piena di montagne con sorgenti pure e monasteri e monumenti armeni millenari. È un posto incredibile dove il passato e il presente, il vecchio e il nuovo esistono fianco a fianco. Bene, diamo un’occhiata alla storia. L’Azerbaigian è uno stato giovane. *E’ nato agli inizi del 20 e la nazione ha preso il nome della popolazione degli “Azerbaijani”. Artsakh invece è parte dell’antica Armenia con molti monasteri millenari. Come ho già detto, questo conflitto (e non solo) è il risultato di una politica irresponsabile delle autorità sovietiche. L’Azerbaigian non ha il diritto di reclamare qualcosa da Artsakh.

Hai qualche amico azero?

Sì, ho un amico azero. Anche se sono nata e cresciuta ad Artsakh e ovviamente ho visto molte crudeltà da parte delle autorità azere, non credo che questo possa essere un motivo per trascurare o odiare una brava persona solo a causa della sua nazionalità. Siamo esseri umani e siamo nati con gli stessi sentimenti e bisogni. In realtà mi dispiace per molti azeri che sono vittime della politica armenofobica del loro Stato.

Ti è mai capitato di discutere del Nagorno-Karabakh con un azero? Lo faresti se ce ne fosse la possibilità?

In realtà, per me è sempre molto interessante fare discussioni costruttive sulla questione Artsakh con gli azeri. Ne abbiamo discusso molte volte con il mio amico, e, poiché è una persona molto intelligente, ha avuto il coraggio di accettare la verità.

La popolazione sostiene il conflitto? Quanto sono personalmente coinvolti?

Penso che nessun essere umano cosciente voglia una guerra. È una cosa ostile che prende vite di persone innocenti da entrambe le parti. Ma non abbiamo mai iniziato una guerra. Stiamo solo lottando per i nostri diritti di esistere, per la nostra pace e sicurezza, per la nostra libertà e il diritto all’autodeterminazione

Quanto è importante il divario culturale tra le due comunità?

Direi che la principale differenza tra armeni e azeri è la religione, poiché l’Armenia è una nazione cristiana, mentre l’Azerbaigian è una nazione musulmana. Ma poiché sono una persona ottimista, voglio credere che il conflitto sarà presto risolto e tutti noi finalmente vivremo in pace. Non credo però che dipenda solo dall’Armenia e dall’Azerbaigian. Questo conflitto è un crocevia di interessi di molti attori geopolitici.

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KHATIRA, azera, residente nei Paesi Bassi

Potresti spiegare brevemente perché l’Armenia e l’Azerbaigian sono in guerra e perché il conflitto si è riacceso di recente?

L’attuale conflitto iniziò nel 1988, quando gli armeni del Karabakh chiesero che il territorio del Nagorno Karabakh fosse trasferito dall’Azerbaigian sovietico all’Armenia sovietica. Il conflitto degenerò in una guerra su larga scala nei primi anni ’90. Nagorno-Karabakh e sette distretti circostanti sono de facto controllati dall’auto-dichiarata Repubblica di Artsakh, ma sono internazionalmente riconosciuti come parte de jure dell’Azerbaigian. Circa l’inizio di questo conflitto è possibile ottenere migliaia di articoli da internet/Istituzioni internazionali.

Quali sono i tuoi primi ricordi di questo conflitto?[se sei stata in NK] com’è il paese? Come lo descriveresti a qualcuno che non ci è mai stato prima?

Sono nata a Shusha, in Azerbaigian nel 1980 e, quando la guerra è iniziata, e Shusha è stata occupata, ero una bambina di 12 anni. Sono quindi una “bambina di guerra” che ha perso la sua infanzia felice e si è trasferita dalla sua città natale a Baku (capitale dell’Azerbaigian). Il bombardamento di Shusha era permanente, per questo vivevamo in un rifugio antiatomico. Shusha era ed è ancora patrimonio culturale dell’Azerbaijan. E’ la città che ha dato vita a molti poeti, scrittori e compositori azeri. La città è descritta come una perla della cultura azera! Il territorio è verde, circondato da montagne, boschi e per questo era molto attraente per i turisti. Il Nagorno-Karabakh era una regione autonoma all’interno dell’Azerbaigian ed era popolata sia da armeni che da azeri. Non ci furono problemi etnici fra le popolazioni sino al 1988. Radio e giornali erano in entrambe le lingue (azero e armeno). Capitale della regione era Stepanakert dedicata al bolscevico armeno sovietico Stephan Shaumyan, (prima dei bolscevichi era conosciuta come “Khankendi”, ora anche ufficialmente Khankendi).

Karabakh ed in particolare le montagne Karabakh (Nagorno-Karabakh) erano una parte dell’Albania caucasica, da non confondere con l’Albania nei Balcani. Per ulteriori informazioni è possibile cercare su internet Albania caucasica. Con l’avvento di Gorbatchyov come leader dell’URSS, tutto è andato storto ed è seguito il crollo dell’Unione Sovietica, di cui il conflitto di Krabakh ne è stato l’inizio!

Hai qualche amico armeno?

Come ho già detto, prima della guerra nel 1992 avevamo molti vicini armeni. Al momento nessun amico purtroppo.

Ti è mai capitato di discutere del Nagorno-Karabakh con un armeno? Lo faresti se ce ne fosse la possibilità?

Se la guerra sarà finita o fermata, dovremo tornare a vivere come prima: insieme e in pace. Non vogliamo la guerra. Nessun popolo normale vuole la guerra!

La popolazione sostiene il conflitto? Quanto sono personalmente coinvolti?

Nessuno sostiene il conflitto. La popolazione finirà sotto le regole del diritto internazionale, che ha riconosciuto il Nagorno-Karbakh come un territorio dell’Azerbaigian, e senza il ritiro delle forze militari armene dalla regione e dalle altre 7 regioni occupate, le quali non hanno nulla a che fare con Nagorno-Karbakh. Tutti gli sfollati all’interno devono tornare nella loro patria, che è già occupata da 30 anni. Ci sono circa 1 milione di sfollati solo dal 20% dei territori occupati all’interno dell’Azerbaigian. Ci sono anche circa 250.000 rifugiati dall’Armenia (popolo etnico azero).

Quanto è importante il divario culturale tra le due comunità?

Come ho già detto, prima non c’era alcun problema all’interno delle due comunità, ma il conflitto è il risultato di paesi imperialisti e nazionalisti armeni (come Dashnaktsyutun, Asala, Hinchak con la loro sede in Siria, Libano). Ora cercano di dare a questo conflitto un’ottica religiosa perchè l’Azerbaigian è per lo più un paese musulmano e gli armeni sono cristiani… Una cosa importante: l’Azerbaigian era ed è sempre stato un paese multiculturale, secolarizzato e musulmano e solo a Baku esistono più di 20 etnie tra russi, ucraini, curdi, lacche, lezgini, slavi, tatari, georgiani, ingiloy, talysh, avari, turchi meskhetiani, europei ed ebrei di montagna, ebrei georgiani, tedeschi e greci. Generalmente queste associazioni vivono unitamente in tutte le regioni. Con l’aggressione militare della Repubblica di Armenia (sotto il sostegno delle forze militari russe) c’è stata un escalation e, naturalmente, il divario culturale tra le due nazioni è diventato più grande.

Pensi che ci sia la possibilità che il conflitto possa essere risolto presto?

Attendiamo la fine già da trent’anni, ma, come probabilmente starete seguendo dai media, i due paesi sono già in guerra e questa volta è molto intensa. Se l’Armenia vuole la pace deve rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu, e ritirare immediatamente le forze militari dai 7 territori occupati, dopo ciò l’Azerbaigian sarà pronto a parlare dello status del Nagorno-Karbakh. Questa è l’unica soluzione!