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My Red Light, nel bordello comunale gestito dalle prostitute è in rosso anche il bilancio

Finanze sul lastrico per il My Red Light, il bordello gestito da prostitute aperto nell’omonimo distretto. Il locale, attivo dallo scorso maggio, non trova affittuari per le fasce orarie giornaliere. Una difficoltà che passa attraverso le rigide regole imposte dal comune e la stretta sorveglianza sulle prostitute stesse.  Lo riporta su facebook Marcel Heyman, membro del consiglio della struttura.

Era stata lanciata dal compianto sindaco Eberhard van der Laan nel 2015 la proposta dell’ “Eigen Raam” (vetrina propria): un bordello direttamente gestito da prostitute. L’intento era quello di incoraggiare queste lavoratrici a farsi carico del business, prendendosi la responsabilità di garantire salute e sicurezza. Condizioni prioritarie dettate anche dagli stretti regolamenti municipali che riguardano il Red Light District.

Motivo del disagio finanziario sarebbe una regola del comune che non consentirebbe di affittare le vetrine a prostitute che lavorano anche online perché sono considerate “lavoratrici a domicilio”. Stando ad Heyman, il My Red Light avrebbe scoperto questa regola solo poche settimane prima dell’apertura.

“Avevamo fatto affidamento sulle entrate degli affitti nelle ore giornaliere, ma con tutti questi posti vacanti che ci ritroviamo ora il bilancio è totalmente in rosso” scrive Heyman.

Un altro problema è dato dalla strettissima sorveglianza che il Comune riserva a coloro che vorrebbero lavorare al My Red Light. “A causa dei requisiti restrittivi diventa impossibile assumere qualcuno immediatamente. I criteri sono persino più selezionanti di quelli riservati a un consigliere comunale. Il solo essere menzionati, che sia come testimoni o come vittime, in un’indagine giudiziaria è sufficiente a respingere una candidatura”.

Heyman ha chiesto al comune di allentare il regolamento sugli affitti delle vetrine dei My Red Light. “Fino a quando non potremmo aprire gli affitti alle cosiddette ‘lavoratrici a domicilio’ avremo davvero poche possibilità di sopravvivenza. Un’ eventuale chiusura sarebbe in netto contrasto con il nostro obiettivo comune: la prevenzione degli abusi e della tratta”.

Sul Parool il Comune sottolinea che fin dall’inizio si era chiarito che il My Red Light sarebbe stato trattato come tutti gli altri bordelli della città. “Devono attenersi alle regole: e una di queste regole è che alle prostitute non è consentito adescare clienti attraverso pubblicità online”.

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