E’ pericoloso il Covid “mutato”, ossia la variante rintracciata a sud del Regno Unito? “Un virus mutato sembra istintivamente spaventoso, ma mutare e cambiare è ciò che fanno i virus”, spiega James Gallagher, esperto di tematiche sanitarie su BBC.

Gran parte delle mutazioni, addirittura, sarebbero a svantaggio del virus perché più deboli della versione originale. A volte, però, ne “azzecca” una variante più forte e aggressiva di quella pre-mutazione.

“Non ci sono prove chiare che la nuova variante del coronavirus – che è stata rilevata nel sud-est dell’Inghilterra – sia in grado di trasmettere più facilmente, causare sintomi più gravi o rendere inutilizzabile il vaccino”, chiarisce Gallagher, “Tuttavia, ci sono due ragioni per cui gli scienziati lo tengono d’occhio”.

La prima è che il numero di casi riscontrati di “Covid alternativo” sono più alti laddove il numero di contagi è più alto; la seconda è che il Covid amerebbe le mutazioni, avrebbe detto il  Prof Nick Loman del Consorzio COVID-19 Genomics UK (COG-UK) ma “solo poche sono davvero interessanti”.

In poche parole: il Covid muta molto, anche per un virus, ma solo alcune di queste mutazioni possono destare preoccupazione. Ci vorranno, comunque, esami in laboratorio per capire se questa variante è davvero più forte del Covid-19 che conosciamo.

Le mutazioni importanti che gli scienziati stanno osservando sarebbero due in particolare: la prima riguarderebbe il famoso spike, ossia il “gancio” che il virus utilizza per entrare nelle cellule del corpo che aggredisce. Se il virus riesce a modificare questo gancio, rendendolo -diciamo così- più affilato per penetrare le cellule, allora potrebbe avere un vantaggio, dice a BBC il prof Loman.

L’altra mutazione è emersa diverse volte in precedenza, e sarebbe quella della variante riscontrata nei visoni.

A parte queste due osservazioni scientifiche, i virologi sentiti da BBC sostengono che qualunque conclusione richiede studi approfonditi. Soprattutto per le implicazioni con il vaccino: “Le mutazioni della proteina spike portano a domande sul vaccino perché i tre vaccini principali – Pfizer, Moderna e Oxford – addestrano tutti il ​​sistema immunitario ad attaccare il “gancio””, scrive l’esperto BBC.

“Tuttavia, il corpo impara ad attaccare più parti della punta [del gancio]. Questo è il motivo per cui i funzionari sanitari rimangono convinti che il vaccino funzionerà contro questa variante.”

Le mutazioni del Covid sarebbero frequenti, due al mese: ad oggi, da quando ha fatto “il salto”, si conterebbero circa 25 varianti del coronavirus.

“Ma presto la vaccinazione di massa eserciterà un diverso tipo di pressione sul virus perché dovrà mutare per infettare le persone che sono state immunizzate”, dice Gallagher. In pratica, se ciò fosse vero, sarà necessario aggiornare i vaccini man-mano che il virus muta; sarà quindi necessario fare ciò che già si fa con i vaccini per l’influenza.