Il Museum of Art di Tel Aviv ospiterà fino al 15 dicembre 2019 una mostra unica nel suo genere nel mondo poiché riguarda la tematica clima da una prospettiva in cui le città sono viste come strumenti per instaurare un cambiamento; presenta una serie di collaborazioni interdisciplinari con una gamma di istituzioni pubbliche e private, aziende commerciali e professionisti da tutto il mondo, tra cui trenta partecipanti e trentacinque casi studio delle città come, tra le altre, New York, Chicago, Copenhagen, Shanghai, Singapore, Hong Kong, Masdar e Tel Aviv.

Solar Guerrilla: Constructive Responses to Climate Change è un’esibizione organizzata in sei sezioni a tema, ognuna delle quali rappresenta un approccio sociale, politico, ambientale e tecnologico. Un libro dettagliato accompagna il visitatore in tutte le parti della mostra. Inoltre, vengono esposte una serie di possibili iniziative adatte a specifici ambienti geografici, alcuni dei quali sono in corso di realizzazioni, altri lo saranno in futuro e altri ancora rimangono solo suggerimenti utopici.

I titoli dei capitoli della mostra, e del libro scritto in inglese ed ebraico e pubblicato dalla Hirmer Publishers, rispecchiano i discorsi contemporanei prevalenti tra gli studi di architettura o tra urbanisti e paesaggisti, attivisti e creatori di app, aziende tecnologiche, designer di prodotti e scrittori di fiction.

Ogni sezione promuove una relazione diversa con il pianeta come: da 1.5 a 2 gradi celsius (indirizzati al riscaldamento globale); Solar Punk (fonti di energia rinnovabili alle popolazioni urbane che ne hanno bisogno); Sponge City (metodi all’avanguardia e disponibili per gestire possibili allagamenti utilizzando l’acqua per promuovere uno cambiamento urbano. Modalità per portare l’acqua potabile nelle zone secche); Anti Smog (strategie disegnate per ridurre, o addirittura eliminare, le emissioni di gas inquinanti che contrinuisco alla creazione dello smog); Sunroof (sfruttare l’energia solare come valido sostituto per i combustibili fossili); Passive House (standard edilizio per l’efficienza energetica di un edificio, di un vicinato, di un distretto o di un intera città, la quale riduce significativamente l’impronta ecologica).

Sono molti i progetti in Israele ed in giro per il mondo per combattere il cambiamento climatico in modo nuovo e innovativo; ad esempio il palazzo Check Point di Tel Aviv. L’edificio ospita l’omonima azienda tecnologica in Israele ed è ricoperto da “pareti verdi” che lo proteggono in modo sostenibile ed organico. Un altro progetto in Israele è dato da Vertical Field, il quale fornisce una “agricoltura verticale” per spazi interni ed esterni che permette di coltivare prodotti anche in presenza di scarse risorse.

Le città possono servire come laboratori per sperimentare soluzioni ed essere centri per idee delle nuove generazioni, offrendo terreno fertile per collaborazioni ed iniziative. Tra i progetti internazionali presenti alla mostra si trova anche la Warka Tower in Italia, disegnata per raccogliere acqua piovana, nebbia e rugiada; la Smog Free Tower di Rotterdam nei Paesi Bassi, aspira-smog che produce aria pulita negli spazi pubblici.

La direttrice del museo, Tania Coen-Uzzielli, ha ricordato come “gli eventi climatici estremi, i quali si manifestano sempre più frequentemente, siano la preoccupazione più grande che il mondo si trova ad affrontare dato il tempo limitato rimasto per apportare un cambiamento significativo”.