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Monica, 24 anni, cuoca con la valigia pronta. Lombardia – Haarzuilens

Uscire dal paesello a 19 anni e spostarsi da un emisfero all'altro: la storia di Monica



di Marco Alf

Questa estate, durante una fiera di prodotti italiani ad Haarzuilens, ho incontrato per caso una vecchia collega ed amica, che ero convinto fosse dall’ altra parte del Mondo.

Nonostante sia una giovane donna  che non ama essere al centro dell’attenzione, sono riuscito a rubare la sua storia.

“La mia vita ad Amsterdam è iniziata quando avevo 19 anni. Ho fatto uno stage in un ristorante a Brescia ed ho avuto la possibilità di andare a lavorare in uno dei loro locali nella capitale olandese. Quando sono arrivata c’era il sole e mi è sembrata una città bellissima… Già il giorno dopo aveva iniziato a piovere e c’era un freddo… Ed era Agosto!

Era la prima volta che mi trovavo a dover lavorare all’ estero e a vivere da sola, con estranei che non parlavano la mia lingua e io non parlavo la loro. Mi avevano trovato una sistemazione in una stanza nella casa di una signora olandese, una ex Hippie simpatica con cui mi allenavo a parlare inglese.

L’inizio è stato un po’ traumatico perchè la casa non era esattamente pulita e c’erano teschi o figure di scheletri ovunque. Mi ha poi fatto capire che lavorava in un cimitero… Però era comunque strano… Al lavoro mi sembrava di essere in Italia perchè i gestori del locale ed i dipendenti erano per la maggior parte connazionali. Ho imparato cosa significa organizzare una cucina, il concetto di lavoro di squadra, convivere con sconosciuti ed essere economicamente indipendente, anche a 19 anni. Lo chef non stava bene di testa ma per fortuna non c’era solo lui.”

“Poi cosa è successo?”

“Poi ho incontrato Sandro. Ha la mia età ed è napoletano. Una sera mi hanno detto che mi avrebbero portato a mangiare la pizza più buona di Amsterdam, in uno dei locali gestiti dalla sua famiglia. Lui stava facendo le pizze. Non ho mai creduto al colpo di fulmine ma quella sera mi sono divuta ricredere. Abbiamo iniziato a sentirci ed uscire con gli amici… Una sera la città ha deciso di farci rimanere da soli: dovevamo incontrarci con altre persone ma c’ erano lavori in tutta la zona dove ci trovavamo, non passavano tram e non riuscivamo a trovare il modo di raggiungere gli altri. Si è fatto tardi e quindi siamo rimasti io e lui. Era destino. Siamo usciti altre tre volte poi c’ è stato il primo bacio. Abbiamo pensato a cosa fare ed abbiamo deciso di partire insieme per l’Australia, però prima siamo tornati in Italia per la stagione a mettere da parte un po’ di soldi. Dopo qualche mese eravamo a Sidney.”

“Quindi Amsteradm o Sidney?”

“L’ Australia mille volte! Sia per il clima, che la gente… Ad Amsterdam erano tutti un po’ sulle loro. Io sono del Nord ma mi trovo bene con la famiglia di Sandro, sono una ragazza espansiva.

In Australia la gente ti incontra per strada e ti chiede come stai… Non perchè lo vogliono sapere ma perchè è un modo di aprire una possibilità di contatto con chi hai davanti, anche se non lo conosci. Sidney poi è bellissima ed è possibile fare molte più cose in Australia che nei Paesi Bassi. Non è economica ma guadagni abbastanza per poter vivere bene e c’è un ottimo piano di rimborso delle tasse. Abbiamo anche comprato la macchina per girare nel tempo libero: partivamo con la tenda e andavamo alla scoperta di ciò che avevamo attorno.

Il visto stava per scadere ma per poterlo esterndere ancora di 88 giorni c’è la possibilità di andare a lavorare con vitto e alloggio e 200-300 dollari alla settimana, in piantagioni di zucchine o pomodori. Lavori 2 o 3 ore al giorno e conosci un sacco di gente.”

“Cosa ci fai ancora qui?”

Pota, ora siamo tornati ed alla famiglia di Sandro serviva una mano per questo evento (Smaak van Italie ndr). C’ era anche una competizione tra i pizzaioli d’Olanda: Sandro ha vinto il primo posto! Stiamo cercando di capire cosa vogliamo fare poi…”

“Che cosa è cambiato dopo tutte queste esperienze?”

“Sono cambiata io… So gestirmi da sola e organizzarmi. Inoltre, quando torno a casa dalla mia famiglia, al paesello, mi vedo con i vecchi amici e sento di essere diversa… Ho viaggiato, imparato una nuova lingua, incontrato persone di diverse nazionalità… Sono meno polentona… Quando sei piccola pensi sempre che il mondo sia come il paese in cui vivi…”

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