Secondo l’FBI, il presunto boss della Mocro Maffia, Ridouan Taghi, poteva già comunicare con l’esterno del carcere prima che il cugino avvocato raccogliesse per lui i “pizzini”.
In base a quanto riporta NOS, basandosi su un articolo di NRC, il ministero della giustizia era già informato dei fatti grazie ad una soffiata arrivata dagli Stati Uniti.

Secondo la Polizia federale americana, Taghi poteva comunicare liberamente attraverso dispositivi o direttamente grazie all’aiuto di guardie carcerarie corrotte, dice il giornale.

L’FBI avrebbe avvertito le autorità olandesi già nel dicembre 2020, quando era già rinchiuso nel carcere di massima sicurezza a Vught. Stando a intercettazioni hackerate dal sistema Enchrochat, Taghi comunicava attraverso il figlio con un complice, Raffaele Imperiale, boss della Camorra arrestato anch’egli a Dubai.

Il ministero della giustizia si è difeso sostenendo che esistevano opinioni sul fatto che Taghi comunicasse con l’esterno ma non c’erano prove.