La polizia ha arrestato nel pomeriggio un avvocato di 38 anni di Utrecht con l’accusa di partecipazione ad un’organizzazione criminale, dice NOS.

L’uomo, Youssef T., è cugino di Ridouan Taghi, principale indagato nel processo Marengo, e ha avuto libero accesso al presunto boss perché avvocato.

Secondo la Procura, dalla comunicazione tra l’uomo  il cugino emerge che probabilmente Taghi abbia continuato a trafficare stupefacenti dalla sua cella. L’avvocato, secondo la Procura, avrebbe architettato un piano d’evasione.

Attraverso l’avvocato, Taghi avrebbe avuto un contatto “libero” con l’esterno e avrebbe tentato di agganciare il personale della prigione di massima sicurezza per organizzare l’evasione, dice NOS.

Il legale poteva avvicinare Taghi da marzo: quelle visite spesso duravano ore, scrive il pm. La Procura non ha potuto rifiutargli l’ingresso, perché il cugino è un avvocato. In linea di principio, un sospetto può ricevere visite da un numero illimitato di legali.

Il problema principale è che la legge non fa eccezione per i parenti dei detenuti, dice NOS e poiché la relazione tra un avvocato e il suo cliente è confidenziale, alla polizia non è stato consentito  ascoltare  queste conversazioni o leggerne le trascrizioni.

I due sono stati osservati a lungo e durante le visite in carcere parlavano con veri e propri “pizzini”, dice NOS

È possibile monitorare il contatto tra un cliente e un avvocato solo se c’è un sospetto concreto e questo sospetto è sorto durante l’estate.