I pm olandesi hanno depositato le richieste per gli imputati nel processo Marengo, il maxi-processo contro la Mocro Maffia in corso da oltre un anno, dice NOS.

Ridouan Taghi, considerato il boss e un gran numero di coimputati rischiano lunghe pene detentive.

Nelle ultime settimane, i pubblici ministeri hanno  sistemato le prove per gli omicidi e i piani che ruotano attorno al processo Marengo.

In meno di un anno e mezzo, sei uomini sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e altri sette sono stati feriti in agguati collegati con il procedimento, dice NOS. 

Secondo la Procura, il motivo degli omicidi era quasi sempre vendetta: le vittime avrebbero parlato con la polizia o con i rivali degli imputati nell’ambiente criminale. A volte sono stati uccisi per impedire loro di parlare.

La sentenza contro Nabil B., testimone chiave e pentito nel processo Marengo è quindi già fissata. Il Pubblico Ministero ha annunciato che richiederà 10 anni di reclusione, la metà di quanto sarebbe stato chiesto in procedimenti simili se non ci fosse stato un accordo con la Procura.

Non ci sono dubbi anche sulla sentenza contro il principale sospettato Ridouan Taghi: secondo l’OM/PM è stato lui a commissionare tutti gli omicidi, i tentativi e i preparativi, dice l’accusa: l’ergastolo, quindi, sembra inevitabile.

Sono previste richieste pesanti  anche contro altre figure chiave della sua organizzazione, mentre la sentenza contro il suo braccio destro, Said R., giungerà in seguito perché l’uomo è stato estradato solo di recente.

Un ruolo centrale nell’impianto accusatorio è rappresentato dai messaggi criptati che la procura ha intercettato: migliaia di questi messaggi sono stati infatti inclusi nel fascicolo dell’accusa e confermerebbero le parole del pentito Nabil B.

La difesa degli indagati si oppone  all’uso dei messaggi del PGP come prova: secondo gli avvocati potrebbero essere stati ottenuti illegalmente, i dati potrebbero essere stati manomessi e non è detto che gli utenti dei telefoni siano effettivamente le persone che hanno inviato i messaggi. Il Pubblico Ministero lo definisce “praticamente impossibile”.