Havang(nl), CC0, via Wikimedia Commons

Il numero di studenti positivi al Covid è in aumento: dopo casa e luoghi di lavoro, la scuola è il quarto focolaio principale di diffusione del Covid, scrive Nieuwsuur. In precedenza, le scuole venivano dopo le case di cura.

Secondo il programma tv, l’appello della pediatra-epidemiologa Patricia Bruijning, che chiede al governo di intervenire sui contagi a scuola, ha fatto breccia: il governo, secondo la Bruijning, dovrebbe introdurre test a tappeto, orari di inizio e fine dell classi variabili e altri accorgimenti che possano -in qualche modo- frenare l’impennata dei test positivi tra gli studenti. 

L’organizzazione ombrello delle scuole secondarie, il VO-raad, non condivide il messaggio di Bruijning: gli esperti dovrebbero condividere le loro osservazioni con l’OMT, non andare in tv.

“Chiunque può dire quello che vuole, ma se vogliamo avere una discussione efficace, non dovremmo farlo tramite un singolo esperto ma tramite l’OMT”, ha detto un portavoce del VO raad: “Questo non aiuta.”

 

L’associazione ombrello che riunisce le scuole, dice di seguire i consigli del governo e quindi dell’OMT. Ma essendo i verbali segreti, non è noto se il comitato parli anche della situazione nelle scuole.

L’OMT, nonostante sia accertato che gli adolescenti di 15-16 anni contraggono molto il virus, ha deciso di non intervenire sulle scuole, privilegiando il bene della continuità scolastica. Ciò che accade di fatto è che gli istituti si comportano in maniera diversa, in base alle decisioni del singolo dirigente. Le scuole, in base al protocollo OMT, devono seguire le istruzioni del GGD locale.

Ma gli insegnanti non fanno quadrato intorno all’associazione degli istituti: l’eccessiva autonomia e l’assenza di indicazioni precise ha portato ogni istituto ad adottare misure diverse dall’altro.

I genitori, dice l’associazione che riunisce le famiglie, ha posizioni più sfumate: alcuni vorrebbero più interventi, mentre altri si fidano dell’approccio della singola scuola.

L’OMT deve fornire consulenza se esiste una ragione medica per farlo, afferma Stichting Ouders en Onderwijs. “Vogliamo le scuole aperte, ma non se non è sicuro. Dopo di ciò vengono altri aspetti, come l’importanza che i bambini vadano a scuola”.