La decisione di non annunciare nuove misure-Covid non ha raccolto favore in Parlamento: nel dibattito in Aula, dice NOS,alcuni lo hanno definito “giocare con il fuoco”.

Il primo ministro Rutte e il ministro De Jonge hanno dichiarato ieri durante una brevissima conferenza stampa di voler attendere ancora: nonostante l’ultimatum delle due settimane sia passato, chiedono altro tempo. Solo alla fine di questa settimana, infatti, dovrebbe essere chiaro se le misure introdotte lo scorso 14 ottobre funzionano oppure no.

GroenLinks, PvdA, ChristenUnie e Partito per gli Animali, sostanzialmente l’opposizione di sinistra e i cristiano-sociali del Christen Unie, sono preoccupati: “I fatti dicono che non possiamo aspettare, ma che dobbiamo intervenire”, ha detto il leader  PvdA Lodewijk Asscher. Carla Dik-Faber del ChristenUnie si è chiesta se non sia troppo tardi.

Secondo lei, è meglio prendere misure più severe ora per far scendere prima il parametro R a 1. L’opposizione è preoccupata perch

Nei prossimi giorni dovrebbe essere chiaro se il semi-lockdown sarà gestibile, oppure se saranno necessarie altre misure. Rutte è cautamente ottimista, dice NOS: ma se le cifre rimangono alte, nuove misure sono inevitabili. Anche qualora la curva dovesse scendere, saranno comunque necessarie restrizioni.

Ma per il premier questo è il dilemma “del diavolo”: riaprire appena i numeri calassero, e rischiare, oppure tenere chiuso più a lungo garantendo numeri più piccoli ma a rischio per la tenuta economica del Paese.

La politica dei test e i salari dei sanitari sono stati al centro del dibattito.