The Netherlands, an outsider's view.

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Misure Covid, Fiandre contro Vallonia e Bruxelles

Ieri il primo ministro fiammingo, Jan Jambon,  ha annunciato la decisione del suo governo di non prendere misure aggiuntive rispetto a quelle già prese dal Comitato consultivo federale la scorsa settimana.

Le sue controparti in Vallonia e Bruxelles, al contrario, hanno deciso di inasprire alcune misure federali, come ad esempio l’estensione di tre ore del coprifuoco notturno. Mentre a Bruxelles l’intero settore culturale è stato chiuso fino al 19 novembre.

Jambon invece ha riferito che il governo intende aspettare di vedere l’andamento delle misure già in atto, prima di decidere se inasprirle o meno. Un potenziale problema potrebbe crearsi a Bruxelles, dove fiamminghi e valloni si incontrano come nel caso dell’istruzione superiore.

L’istruzione è una responsabilità delle comunità linguistiche piuttosto che delle regioni. Quando la Comunità francese ha deciso di passare alla formazione a distanza, le Fiandre non si sono espresse al riguardo. Non è chiaro quale sarebbe stata la situazione nell’istruzione superiore fiamminga a Bruxelles. Alla fine, tuttavia, la discrepanza si è risolta, con le istituzioni fiamminghe a Bruxelles che hanno dichiarato il codice rosso, in linea con le loro controparti francofone.

La decisione delle Fiandre di non prendere ulteriori misure è stata una delusione per Petra de Sutter, ministra federale per gli affari amministrativi, e Margot Cloet, direttrice della rete sanitaria Zorgnet Icuro. Entrambe speravano che Jambon seguisse l’esempio, rafforzando le misure almeno quanto avevano fatto Vallonia e Bruxelles. 

“Ho la sensazione che, dopo quello che è successo nella prima ondata, non abbiamo più il coraggio di prendere determinate misure che produranno un profitto a lungo termine” afferma Cloet.

Il settore sanitario in generale, vorrebbe nel frattempo vedere ovunque misure più severe di quelle già adottate. La prospettiva che gli ospedali vengano sopraffatti sta diventando più reale di giorno in giorno.

Il virologo, Marc van Ranst, ha descritto la posizione e le affermazioni di Jambon, come “incomprensibile”. Jambon infatti, ha affermato che non intende fasciarsi la testa prima di romperla. Secondo Van Ranst “Jambon sembra pensare che il mondo non sia più grande del Belgio”. 

In pratica ora dipenderà dai singoli comuni e dalle misure che sono di competenza dei sindaci locali. In prima linea ci sono i comuni nella periferia fiamminga di Bruxelles, tra cui Hans Bonte, politico della Sp.a a Vilvoorde. Bonte ha criticato il primo ministro di “ritardare l’inevitabile”.

“È vero che possiamo intraprendere azioni locali e ci assumeremo anche questa responsabilità. Ma questa pandemia è un problema globale. Questo è il motivo per cui stiamo lavorando insieme” ha affermato. Bonte è in contatto con il governatore della provincia del Brabant fiammingo, Jan Spooren. Ieri, lunedi mattina hanno preso parte ad un incontro con 18 suoi omologhi della periferia per esaminare meglio la situazione.

Nel frattempo, le fiandre hanno esteso le vacanze autunnali. Lo scopo è quello di evitare assembramenti tra gli studenti nelle prossime settimane.

Secondo gli ultimi aggiornamenti le Fiandre inaspriranno le misure. Meno di 24 ore dopo che il premier fiammingo aveva predicato pace e tranquillità, ora fa un passo indietro. Un giro di consultazione dovrebbe produrre il necessario inasprimento delle misure entro martedì sera. “L’unica domanda è quanto lontano andremo” ha affermato il governo.