La legge che dovrebbe ‘blindare’ le misure d’emergenza del governo, introdotte per fronteggiare il coronavirus, sono sotto attento scrutinio di avvocati, autorità locali e difensore civico. Attualmente i regolamenti si basano su decreti di emergenza ma la durata particolarmente lunga, rende più debole la posizione del governo, soprattutto per le sanzioni.

La conversione in legge dei provvedimenti di urgenza è ancora ferma in parlamento e spera di ottenere il sì di entrambi i rami, prima del I° luglio. Con le nuove regole non mantenere una “distanza” sarebbe illegale e darebbero ai funzionari preposti -i sindaci, ad esempio- poteri straordinari per vietare l’accesso a determinati luoghi e proibire eventi.

Anche il legislatore si attribuirebbe poteri speciali che al momento non ha. Secondo gli avvocati, l’estensione delle norme potrebbe essere incostituzionale. Ma le domande che si fanno il difensore civico e gli avvocati per i diritti umani: a chi dovrebbero rivolgersi le persone che lamentassero la violazione dei loro diritti fondamentali?

La catena di comando e le responsabilità, in un regime di diritti compressi come questo, sarebbe troppo vaga secondo i giuristi. “Le autorità locali hanno troppo poche opzioni per orientare le regole e non esiste un controllo democratico a livello locale”, ha affermato VNG. Le norme dovranno essere visionate anche dal Raad van State, il massimo organo tecnico-consultivo del paese.