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“Mio figlio studente a Groningen: dorme su una brandina in una palestra pubblica perché non trova casa”

di Eleonora De Martin

 

“Ci sono studenti che dormono in macchina, altri che dormono in tenda fuori dalle università. Nei gruppi Facebook i ragazzi scrivono disperati: “non so dove andare stanotte” sperando di fare couch surfing a casa di qualche sconosciuto” racconta Barbara, una mamma italiana residente in Olanda da 10 anni. I suoi tre figli devono iniziare l’università, e nonostante i mesi di assidua ricerca, non hanno ancora un posto dove stare. E parliamo, quindi, di “locals”: la loro situazione, sulla carta, dovrebbe essere più semplice. Al contrario, l’emergenza abitativa non guarda in faccia a nessuno. La situazione a Gronignen è drammatica, ma poco cambia a Tilburg, Utrecht e molte altre città olandesi: posto per gli studenti

“No students”, “only Dutch”, “girls only”, non sono rari negli annunci per camere in case condivise: e gli studenti internazionali dove possono alloggiare? La risposta che danno le università è di tornarsene a casa, nel proprio paese perché di case non ce ne sono più. Ma, come dice Barbara, “ a poche settimane dall’inizio delle lezioni, chi ha un piano B? Molti hanno già perso un anno a causa del Covid e non sono più disposti a seguire le lezioni online. Questo doveva essere l’anno della ripartenza.”

Secondo Barbara, la discriminazione nel mercato immobiliare sarebbe evidente: molti annunci su Facebook, di quelli pubblicati da privati oppure di quelli di agenzie immobiliari sono rivolti agli olandesi. Il problema non è nemmeno la lingua parlata, come vogliono far credere le agenzie dove vengono pubblicati annunci dove si preferiscono “Dutch speaking”: “i miei figli parlano olandese fluentemente, il problema si presenta quando mostrano il passaporto italiano”, dice Barbara. Quella delle università olandesi sembra dunque una presa in giro: prima dicono di accogliere studenti internazionali a braccia aperte e poi li abbandonano per strada.

“Mio figlio a Groningen è stato fortunato ad accaparrarsi una brandina nella palestra adibita ad alloggio emergenziale”, ci dice ancora la madre disperata. Il comune della città del nord, a differenza di Tilburg, ha infatti messo a disposizione una palestra con 80 brandine su cui “gli studenti dormono ammassati, come fossero sfollati durante i terremoti”. Ma almeno, guarda il lato positivo Barbara, “hanno un tetto sulla testa!”.Queste strutture però saranno a disposizione solo fino al 10 ottobre: considerando che negli anni passati la situazione si stabilizzava alla fine di settembre, non resta che la speranza perché a guardare bene, quest’anno non pare proprio che il 10 ottobre l’emergenza sarà rientrata.

Oggi gli studenti hanno organizzato una protesta a Groningen per tentare di sensibilizzare il comune a prolungare le soluzioni emergenziali e far si che gli studenti non debbano rinunciare agli studi a causa della mancanza di alloggio.

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