I porti fiamminghi dovrebbero prepararsi alla possibile indipendenza della Scozia dal Regno Unito“, ha detto lunedì il ministro-presidente fiammingo Jan Jambon dopo un incontro a Edimburgo con il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon.

Il premier fiammingo al momento è in un viaggio-missione nel Regno Unito per sostenere il commercio con i porti belgi. Questo è particolarmente pertinente in quanto le ripercussioni della decisione Brexit continuano ad avere un impatto sul commercio tra Unione Europea e Regno Unito. Da parte del Regno Unito, questo ha significato controlli doganali più severi che hanno interrotto le catene di approvvigionamento – in particolare per i prodotti alimentari.

La questione dell’indipendenza scozzese

L’indipendenza scozzese è stata a lungo un vaso un miraggio politico. Sturgeon è a capo del partito nazionale scozzese pro-indipendenza e spera in un referendum nel 2023. La questione dell’indipendenza scozzese era già stata messa ai voti nel 2014, quando è fallita per 55% a 45%.

Tuttavia, il sostegno all’uscita dal Regno Unito è aumentato notevolmente negli ultimi anni, in particolare a causa dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea – qualcosa per cui solo il 35% degli scozzesi ha votato a favore. Molti in Scozia sono stati irritati dalle difficoltà economiche causate dalla perdita dell’accesso al mercato unico dell’UE, così come dal non godere più della libertà di movimento all’interno dell’area Schengen.

Tuttavia, nonostante i sondaggi indichino che, se il referendum si tenesse ora, la Scozia probabilmente voterebbe per lasciare il Regno Unito, è molto meno sicuro che la nazione possa rientrare nell’UE – in particolare alla luce della richiesta catalana di indipendenza dalla Spagna, che ha scatenato notevoli disordini sia in Spagna che in tutto il continente.

È infatti altamente improbabile che la Catalogna venga accettata come stato indipendente dall’UE e ancor meno che possa diventare un membro dell’UE in modo indipendente. Permettere alla Scozia di farlo costituirebbe quindi un precedente controverso.

Nonostante queste incertezze controverse, Jambon ha citato l’aumento degli scambi commerciali che comporterebbe l’ingresso della Scozia nella UE e ha parlato di esportazioni scozzesi che non passerebbero più attraverso l’Inghilterra con i complicati controlli doganali ora in vigore ma “potrebbero venire direttamente in Europa via nave”. Jambon ha sottolineato questa “enorme opportunità per la quale Anversa e Zeebrugge dovrebbero iniziare a prepararsi“, ha riferito l’agenzia di stampa Belga.

I favori della Brexit

Ma in Belgio, la Brexit ha portato alcuni vantaggi economici sotto forma di aziende che hanno spostato i loro centri operativi dal Regno Unito per facilitare il commercio sul continente. Le Fiandre hanno visto un aumento del 183% nei progetti di investimento del Regno Unito nei primi sei mesi del 2021, rispetto allo scorso anno. Un valore stimato di 2 miliardi di euro.

La consigliera di Anversa Annick De Ridder (N-VA) ha espresso il desiderio di sfruttare l’intera manna economica che la Brexit potrebbe portare, rendendo le Fiandre attraenti per gli investitori britannici: “Crediamo che ci siano ancora più opportunità economiche… Basta guardare tutti i mezzi pesanti che passano attraverso il tunnel della Manica. Se invece prendessero una nave per i nostri porti, potrebbero dichiarare il loro carico con sei ore di anticipo e fare un enorme risparmio di tempo.”