Una vera e propria bufera pre-elettorale, quella che si è abbattuta su due “pezzi grossi” del governo Rutte II: stando alle rivelazioni del programma di inchiesta di NOS Nieuwsuur, il sottosegretario alla giustizia Fred Teeven, allora pubblico ministero, avrebbe accordato al narcotrafficante Cees H. uno “sconto” su titoli di proprietà, e proventi delle attività, criminali, che ammontavano a due milioni di fiorini ed erano custoditi, sotto sequestro, in due conti correnti congelati nel Lussemburgo.

Nonostante le indagini, Teeven ed il suo ufficio non erano riusciti a dimostrare l’origine illecita del patrimonio. Al criminale, allora è stato proposto un accordo: avrebbe pagato 750mila gulden e l’Openbare Ministerie avrebbe accettato di chiudere il caso restituendo denaro e proprietá. Era il 2000 e  Teeven si mosse, come confermato da un’inchiesta emersa lo scorso anno, senza alcuna autorizzazione dal Belastingdienst.

Ivo Opstelten, titolare del dicastero della giustizia, confermó durante il dibattito parlamentare del 2014 di aver restituito a Cees H. circa due milioni di fiorini sul suo conto lussemburghese senza informare le autorità, finanziarie nazionali ed internazionali. Un vero e proprio caso di “riciclaggio di stato”, che  l’inchiesta di Nieuwsuur rende ancora piú clamoroso: non si tratto’ di 2 ma bensi’ di quasi 6 milioni di fiorini. Il legale del narcotrafficante conferma le rivelazioni della testata mentre i due pezzi grossi del VVD tremano.

Se la storia fosse confermata, Fred Teeven dovrebbe spiegare perché 15 anni fa accettó una transazione tanto sfavorevole per l’ufficio delle tasse olandese e giustificare il vero e proprio “riciclaggio di stato” che avrebbe autorizzato restituendo attraverso un un trasferimento internazionale titoli e contante verso un Paese, allora considerato “un paradiso fiscale”. Mentre Ivo Opstelten dovrebbe raccontare ai suoi colleghi della Tweede Kamer perché nella sua relazione dello scorso anno sul tema, ha mentito.

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