The Netherlands, an outsider's view.

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ART

Mindful Circulations, il riflesso dell’epoca coloniale nella realtà moderna

"L'arte crea dei legami sottili tra i tre Paesi e ci permette di capire quanto il passato coloniale possa ancora influenzare il presente"



A distanza di cinque anni la curatrice indipendente Kerstin Winking torna al Dr Bhau Daji Lad Museum di Byculla, a Mumbai. L’artista, che attualmente vive ad Amsterdam, ha scelto il museo come sede della mostra Mindful Circulations, visitabile fino al 14 luglio. Un’esposizione che lascia senza fiato i visitatori, confermando il legame tra l’artista e il museo.

Rispetto al 2014, questa volta la curatrice ha scelto di impegnarsi in qualcosa di diverso. Mindful Circulations, infatti, non è una mostra come tutte le altre, ma si pone come crogiolo di culture diverse.

Un’occasione che vuole riunire artisti diversi, provenienti da Paesi Bassi, Indonesia e India, in cui le vicende personali si intrecciano con la storia dell’umanità. Le istallazioni rievocano il passato coloniale conciliandolo con la cultura contemporanea globale, in una combinazione vincente di elementi apparentemente distanti.

“Negli ultimi otto anni, ho fatto molte ricerche nell’ambito dell’arte contemporanea, soffermandomi in particolare sui Paesi Bassi, Indonesia e India. Il risultato è questa mostra. L’arte crea dei legami sottili tra i tre paesi e ci permette di capire quanto il passato coloniale possa ancora influenzare il presente”, spiega Winking.

Le connessioni a cui si riferisce diventano più chiare se si pensa alla Vereenigde Oost-Indische Compagnie, ovvero la Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Definita spesso come precursore della società moderna, questa compagnia era attiva in India e Indonesia fin dai primi anni del XVII secolo. Nel 1800, le Indie orientali olandesi divennero una colonia olandese composta in prvalenza da quella che ora è l’Indonesia.

Ignasius Dicky Takndare, ad esempio, proviene dalla provincia indonesiana di Papua. Nella sua installazione integra qualcosa di particolare: un’effige spiritica usata a Papua, prevalentemente per adorare gli antenati.

Ma l’autore desidera procedere oltre il significato denotativo, con l’intento di evocare anche lo sfruttamento dell’area da parte della compagnia olandese e di quelle americane che l’hanno succeduta.

Anche per Jithinlal NR l’arte diventa un canale comunicativo con cui rivolgersi agli spettatori, anche se in un modo diverso.

L’artista sceglie di lasciare spazio ai racconti popolari di Kerala, con l’obiettivo di restituire un fedele ritratto delle popolazioni indigene tramite la fotografia. E se in questo modo l’arte diviene riflesso di una realtà poco conosciuta all’osservatore, dall’altra parte si fa anche simbolo dell’impatto che l’industria alberghiera ha avuto sulle comunità indigene.

Parlando dei parallelismi tra le società moderne e quelle dell’era coloniale, Winking afferma: “Le società sopprimono le minoranze incapaci di difendersi, senza rinunciare allo sfruttamento delle risorse naturali e umane”.

Un fenomeno che ha le sue radici nel passato, ma che permane in maniera precipua anche nel presente.






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