Il Pubblico Ministero olandese ha avanzato una richiesta di condanna a 14 anni di carcere per Muhammed Ashraf Jalali, un mullah pakistano di 56 anni, accusato di aver incitato all’omicidio di Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà (PVV). Jalali, noto per le sue prediche estremiste, non era presente in aula durante l’udienza, dice NOS.
L’accusa sostiene che Jalali abbia incitato i suoi seguaci a compiere atti di violenza contro Wilders, invitandoli esplicitamente a decapitare o impiccare il politico olandese. Insieme a Jalali, è stata chiesta anche una condanna per Saad Hussain Rizvi, un altro cittadino pakistano di 29 anni e leader del partito estremista Tehreek-e-Labaik Pakistan (TLP). Per Rizvi è stata avanzata una richiesta di condanna a 6 anni di carcere per incitamento all’odio e minacce. Anche Rizvi si trova in Pakistan e non ha presenziato all’udienza.
Durante il processo, Geert Wilders ha raccontato l’impatto devastante delle minacce di morte sulla sua vita quotidiana. Il leader del PVV ha ricordato come, dal 2004, vive sotto scorta. Il caso di Jalali e Rizvi non è isolato. Lo scorso anno, Khalid Latif, ex giocatore di cricket pakistano, è stato condannato in contumacia a 12 anni di carcere nei Paesi Bassi per aver cercato di istigare all’omicidio di Wilders. **Attesa per la sentenza**
La sentenza del tribunale olandese nei confronti di Jalali e Rizvi è attesa per la prossima settimana ma sembra improbabile che il Pakistan accetti di estradare i suoi cittadini, se venissero condannati.







