La polizia belga non avrà la possibilità di fare irruzione presso i domicili dove si sospetta la presenza di immigrati irregolari. A scriverlo è il quotidiano fiammingo De Tijd. Il governo Michel, dopo mesi di esitazione, ha deciso di stralciare la proposta di legge.

La norma che avrebbe reso possibile raid alla ricerca di immigrati è un cavallo di battaglia dell’N-VA. Il Segretario di Stato per l’asilo e la migrazione Theo Francken (N-VA) ha difeso in ogni modo la norma: possiamo farlo con gli imprenditori, perchè no con chi ospita clandestini?

Ma l’iniziativa ha sollevato un ciclone di proteste: avvocati, i giudici inquirenti e le organizzazioni di rifugiati avevano manifestato contrarietà all’atto della presentazione del disegno di legge.

Poco convinti anche gli alleati di Francken: Open VLD si è detto contrario e il premier Charles Michel ha assistito alla prima minaccia di “ammutinamento” nel suo stesso partito. Diversi parlamentari, infatti, hanno annunciato che avrebbero votato contro la legge.

E a nulla è servita l’offerta di stralciare il c.d. “comma Anne Frank”, ossia una norma che prevedeva sanzioni penali anche per coloro che ospitassero immigrati irregolari per ragioni umanitarie: i liberali del partito del premier hanno chiesto un affossamento totale del provvedimento.

Ufficialmente, scrive il De Tijd, il file è ancora sul tavolo del primo ministro ma negli ambienti N-VA -formazione di estrema destra del sottosegretario Francken- è stato ammesso apertamente che in questa legislatura la norma non vedrà la luce.