Alcuni degli scioperanti della fame nella chiesa del Beguinage a Bruxelles e nel campus del VUB a Ixelles hanno iniziato a rifiutare l’acqua, riferisce l’organizzazione di supporto USPR. Oltre 400 migranti chiedono la regolarizzazione, per sfuggire alle grinfie degli imprenditori senza scrupoli che li impiegano in nero, pagando appena 3 euro l’ora.

Lo sciopero della fame è giunto al suo 56esimo giorno. Molti di loro si trovano già in condizioni critiche. Ad oggi, la Croce Rossa e Medici Senza Frontiere hanno sostenuto gli scioperanti con acqua ed elettroliti, i sali normalmente contenuti negli alimenti che mantengono l’equilibrio interno del corpo.

Il rischio che tra gli scioperanti della fame e della sete, possano esserci presto delle vittime, è sempre più probabile. “Le persone che stanno rifiutando l’acqua sono una decina tra il campus di VUB e alcune nella chiesa del Beghinaggio”, ha detto a Bruzz il portavoce dell’USPR Mohammed Alex. “Alcuni siamo riusciti a convincerli a non farlo” continua. 

Finora, il segretario di Stato per l’asilo e la migrazione Sammy Mahdi (CD&V) ha mantenuto una linea strettamente legalistica e ha rifiutato a titolo definitivo la richiesta di regolarizzazione collettiva – e il primo ministro Alexander De Croo (Open VLD) lo ha pienamente sostenuto.

In settimana Mahdi ha proposto un compromesso. I sans-papier potrebbero godere di una “zona neutra” nei dintorni della chiesa del Beghinaggio, dove potrebbero trovare informazioni sui loro diritti e come ottenere lo status ufficiale. Per il momento però, sia i migranti sia chi li appoggia considerano la proposta di Mahdi come un gesto vuoto. Si prospettano giorni difficili per il ministro.